sequestro-bianchetto

Alle prime luci dell’alba i militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Manfredonia hanno svolto un’efficace azione di repressione della commercializzazione illegale di prodotti ittici sottomisura nella città di Manfredonia, effettuando un consistente sequestro di pescato al di sotto della taglia minima pronto per essere immesso sul mercato.
In particolare sono stati sequestrati circa 350 (trecentocinquanta) Kg di novellame di sarde ed alici (comunemente noto come “bianchetto”), in quanto detenuto in violazione dell’Art. 10, comma 2, del D.Lgs. n°04/2012.
Un’operazione in favore della tutela del mare, per scoraggiare chi ancora pratica la pesca di pesci allo stato neonato che sono un’ importante anello della catena alimentare marina, in quanto favorisce la crescita di altre specie cosiddette pelagiche (di profondità e di più grosse dimensioni). Il risultato dell’operazione è da attribuire alla capacità investigativa degli uomini del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto di Manfredonia, che ormai
da tempo effettuano appostamenti in vari luoghi della città.
Il pescato, dopo gli accertamenti sanitari effettuati dal medico del Servizio Veterinario dell’ASL FG Area B – Distretto di Manfredonia e su disposizione del Comando della Capitaneria di Porto, è stato destinato alla distruzione mediante rigetto in mare, in quanto dichiarato prodotto alimentare del tutto privo di documenti attestanti la rintracciabilità dello stesso prodotto ittico, e quindi non destinabile al consumo umano.
L’attività di repressione posta in essere dagli uomini della Guardia Costiera sipontina contro gli illeciti in materia di pesca e commercializzazione illegale di prodotti ittici sottomisura proseguirà incessante anche nei prossimi giorni in mare e a terra, allo scopo di garantire il rispetto delle leggi e tutelare la salute degli inconsapevoli consumatori.

Manfredonia, 23 Febbraio 2017

“Lannes usa parole che un giornalista serio non si perirebbe di fare”

De lucajpgManfredonia. ”Nel 1920 in Germania sorse un’organizzazione che denunciava la teoria della relatività come una manifestazione di un complotto ebraico per corrompere il mondo. L’organizzazione prese in affitto la sala della Filarmonica di Berlino per tenervi una dimostrazione contro Einstein e la sua teoria, e il fisico andò ad assistervi. Preso posto in un palco, aveva l’aria di divertirsi un mondo. Alle asserzioni più assurde degli oratori lo si vedeva ridere di cuore e applaudire con ironia. Se, come come dice Ghandi, la critica salutare, ben informata ed equilibrata è l’ozono della vita pubblica, la disinformazione è un’arma di distruzione di massa.

Nel caso del consigliere Italo Magno, lui e il suo accolito complottista Gianni Lannes stanno creando sul tema ENERGAS danni peggiori della stessa malaugurata e denegata ipotesi di un suo insediamento: la formazione di un clima di sfiducia e sospetto nelle istituzioni nei cittadini anche quando l’unione fa davvero la forza.

Lo pseudo giornalista investigativo (pseudo per l’uso spregiudicato di fonti inesistenti) Lannes usa parole che un giornalista serio non si perirebbe di fare: forse, sembra, non a caso… Leggete questo passo da ENERGAS menzogne istituzionali. “L’atto sembra teso a saggiare l’eventuale reazione della autorità europee allo svincolo (Sic e Zps) in località Santo Spiriticchio, dove l’Energas intende realizzare il gigantesco impianto di gas a petrolio liquefatto. Non a caso la stessa giunta comunale con due atti deliberativi e due determinazioni tecniche a firma dell’ingegner Antonicelli, sta orientando l’amministrazione comunale verso l’esclusione dell’area DI49 dai vincoli di protezione e salvaguardia ambientale… Angelo Riccardi ha forse lucrato un viaggio inesistente per gettare fumo negli occhi di cittadine e cittadini?”.

Magno afferma in un post che “basta leggere attentamente le carte” per valutare il doppio gioco dell’amministrazione comunale sul caso ENERGAS. Io l’ho fatto.
A partire dalla delibera di consiglio comunale di variante al PIP n.5 del 17/3/15 alla delibera n.15 del 15/4/15 di proposte programmatiche per l’adeguamento dello strumento urbanistico comunale in cui si afferma (pagg.137 e ss.) che è necessario: “…riconoscere i valori reali e attuali delle aree, valorizzare le caratteristiche e le potenzialità e rivedere la datata destinazione produttiva per un ritorno ad usi agricoli di qualità.”

Se si sa “leggere attentamente le carte” si capiscono i motivi della delibera di giunta 93 del 5/5/16 che da incarico ad uno studio di porre accertamenti di campo per “aggiornare il quadro conoscitivo delle presenze di habitat e specie nelle aree PIP, DI 46 e DI49 anche ai fini di una eventuale richiesta di esclusione dal sito Natura 2000″.
La scellerata scelta di ubicare una zona industriale all’interno del sito Natura porta ancora oggi problemi di gestione dell’area. Basta leggere la determinazione dirigenziale 4 della Regione Puglia del 12/1/17 che ha posto un numero elevatissimo di prescrizioni per attuare la variante PIP. Risulta, pertanto, chiaro e legittimo aver richiesto uno studio per provare a richiedere lo stralcio della zona già edificata DI46 dal sito Natura 2000. Risulta altrettanto chiaro e legittimo aver chiesto uno studio per stralciare dal prossimo PUG la zona non edificata DI49 e su cui Energas vuole porre i suoi artigli, ritrasformandola da industriale ad agricola.

Il tutto con buona pace dei disinformatori di professione o di quelli eletti dal popolo.

Come Einstein applaudiamo con ironia alle loro tesi assurde: le scie chimiche lasciate dagli aerei, gli UFO ad AREA 51, i vaccini che provocano l’autismo ed infine il doppio gioco dell’amministrazione comunale nella lotta contro ENERGAS”.

(A cura di Alfredo De Luca, Manfredonia 03.02.2017)

 

Fonte: Statoquotidiano