Ma il mare non vale una cicca 2014Manfredonia – Il Centro Cultura del Mare A.P.S con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Manfredonia e le Associazioni: ’’L’Isola che non c’è”, DauniaTur, FIDAS Manfredonia, ha aderito alla campagna nazionale promossa dall’Associazione Marevivo “Ma il Mare non vale una cicca?”. Il giorno 1 e 2 agosto, i volontari delle Associazioni distribuiranno ai bagnanti dei posacenere tascabili, lavabili e riutilizzabili. L’ iniziativa è promossa da Marevivo in collaborazione con JTI (Japan Tobacco International), con il supporto del Sindacato Italiano Balneari, il sostegno del Corpo delle Capitanerie di Porto e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente per proteggere il mare dall’abbandono dei mozziconi: 120.000 posacenere saranno distribuiti su oltre 450 spiagge italiane, comprese le Aree Marine Protette. Testimonial di questa settima edizione la campionessa olimpica di nuoto, Federica Pellegrini, che dopo aver dimostrato un feeling davvero speciale con il mondo dell’acqua ha deciso di sostenere la campagna, condividendo l’impegno di Marevivo a difesa del mare italiano.

“Basta un semplice gesto, ovvero spegnere la sigaretta e riporre il mozzicone nel posacenere tascabile, per risparmiare al mare anni di inquinamento e proteggere anche delfini, tartarughe e tutte le creature degli oceani – ha dichiarato Federica Pellegrini, spiegando la sua adesione alla campagna – . Impegniamoci insieme per fare del 2015 un’estate da primato!” Perché difendere il mare iniziando da una cicca? Basti pensare che il tempo necessario per smaltire un mozzicone di sigaretta va da 1 a 5 anni.

Siti interessati:
Sabato 1 Agosto 2015 ore 9.00 Spiaggia libera “L’Isola che non c’è” Manfredonia
ore 10.00 “Lido Capolinea” Siponto
ore 11.30 “Lido Taumante” Siponto
Domenica 2 Agosto 2015
ore 10.00 Spiaggia libera “Chianca Masitto” Monte Sant’Angelo
Per salvare il mare fai un piccolo gesto.
Non abbandonare i rifiuti, lascia sulla sabbia solo le tue impronte

Comunicato Stampa – Ma il mare non vale una cicca 2015

guardia_costiera_logoNel corso della mattinata odierna la Sala Operativa della Guardia Costiera di Manfredonia riceveva una chiamata di soccorso da parte di un diportista il quale riferiva di trovarsi con il propria unità da diporto in avaria, in località Mattinata, con i propri familiari a bordo – in totale otto persone compresi alcuni bambini.

L’unità in questione, verosimilmente a seguito di un malfunzionamento del motore, si trovava alla deriva con una spinta propulsiva minima.

La sala Operativa della Capitaneria di Porto, disponeva l’immediata dirottamento sul posto la dipendente Motovedetta CP 717,impiegata in attività di pattugliamento e vigilanza in zona, al fine di prestare assistenza ed assicurare l’incolumità delle persone a bordo.

I militari intervenuti immediatamente, intercettato il natante alla deriva, trasbordavano a bordo della motovedetta le persone in difficoltà le quali, in buono stato di salute, ma in comprensibile stato di agitazione a causa delle condizioni meteo marine che nel frattempo erano repentinamente peggiorate, venivano trasportate verso il porto di Mattinata.

Tanto spavento per le persone a bordo del natante, per fortuna senza conseguenze.

 

Manfredonia, 26/07/2015

minaccia petrolio mare italianoLegambiente: “Scelte scellerate di politiche energetiche a vantaggio unicamente delle compagnie petrolifere, che non tengono conto delle richieste sempre più pressanti delle comunità locali”.

Via libera a trivellazioni ed utilizzo dell’Airgun: le “insostenibili” dichiarazioni del ministro Guidi

Un’area grande quanto l’Inghilterra sotto scacco delle compagnie petrolifere grazie a un Governo che mentre da mesi annuncia un green act per l’Italia di fatto svende l’ambiente, il futuro e la possibilità di un sistema energetico pulito. La ciliegina sulla torta avvelenata l’ha messa ieri il ministro Guidi che ha difeso non solo le trivellazioni ma anche l’utilizzo della tecnica dell’airgun per la ricerca dei giacimenti. Le riserve certe di petrolio presenti sotto i mari italiani sono assolutamente insufficienti a dare un contributo energetico rilevante al nostro Paese, ma a fronte di questi quantitativi irrisori di greggio – che basterebbero a soddisfare il fabbisogno energetico italiano per appena 8 settimane – si stanno ipotecando circa 130mila kmq di aree marine.

Per questo oggi Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, consegna simbolicamente la bandiera nera al premier Matteo Renzi, per l’evidente deriva petrolifera che ha caratterizzato e caratterizza le scelte del suo Governo. Il poco ambito vessillo che Legambiente assegna ai nuovi pirati del mare, ovvero tutti coloro che si sono contraddistinti per azioni a danno di questa risorsa, arriva non a caso con l’ingresso dell’imbarcazione ambientalista nel canale di Sicilia, una delle aree a maggior rischio trivellazioni, e dopo decine di iniziative che, a partire dalla Croazia e fino al mar Ionio, hanno ospitato a bordo di Goletta verde amministratori regionali e locali, sindaci, enti locali, aree protette marine e costiere, operatori turistici, balneatori, pescatori, cittadini, che con il loro impegno e la loro voce hanno detto chiaramente no al petrolio e a una strategia energetica insensata e impattante aderendo al manifesto di Legambiente #StopSeaDrilling.

Solo nel basso e medio Adriatico, nel mar Ionio e nel Canale di Sicilia (le aree maggiormente interessate da giacimenti petroliferi) sono infatti attivi 15 permessi di ricerca rilasciati (5.424 kmq), 44 richieste avanzate dalle compagnie per la ricerca (26.060 kmq) e 8 per la prospezione (97.275 kmq), oltre le 5 richieste di concessione per l’estrazione di petrolio (558,7 kmq).

“Tutto questo – afferma Rossella Muroni, direttrice di Legambiente – a discapito delle ricchezze naturali, di biodiversità, ambientali e in termini di risorsa, anche economica, per le comunità locali che ancora oggi il nostro mare offre. Fermare l’estrazione e la ricerca di petrolio è nell’interesse generale del Paese e di gran parte dei settori economici, a partire dalla pesca e dal turismo. Sostenerla e supportarla con norme ad hoc, come l’articolo 38 dello Sblocca Italia approvato a fine 2014, risponde solamente agli interessi delle compagnie petrolifere. Continuare a rilanciare l’estrazione di idrocarburi è il risultato di una strategia insensata che non garantisce nessun futuro energetico per il nostro Paese. È tempo che questo Governo si svincoli davvero dal passato e pensi seriamente al futuro dell’Italia piuttosto che agli interessi delle lobby dell’oro nero”.

E a dimostrare ulteriormente la miopia energetica del Governo Renzi sono arrivate ieri le dichiarazioni del ministro Federica Guidi che rispondendo ad una interrogazione dell’On Latronico (FI) al question time in Parlamento sui permessi di ricerca nel Mar Jonio – ed in particolare dell’istanza D79 di Enel Longanesi – ha sostenuto che la ricerca petrolifera si farà e in particolare che “la tecnica di prospezione airgun non comporta alcun effetto né sui fondali né sulla fauna marina”.

“Le parole pronunciate dal ministro Guidi ci preoccupano molto e non considerano le conclusioni a cui sono arrivati numerosi studi, ricerche e regolamenti nazionali e internazionali  sottolinea Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. È l’Ispra stessa che, nel rapporto del maggio 2012, riporta i molteplici effetti negativi che l’utilizzo dell’airgun comporta sulla fauna marina e sui cetacei in particolare. Non tenerne conto vuol dire negare l’evidenza. Il ministro sostiene inoltre che non c’è nessun conflitto tra le attività estrattive e le attività tursitico-balneari. Si ignora per l’ennesima volta la mobilitazione di intere comunità lungo tutte le coste italiane (e non solo) contro il petrolio, che vede uniti cittadini, associazioni, associazioni di categoria, istituzioni. Un fronte che cresce a vista d’occhio è che non permetterà di anteporre l’interesse delle compagnie petrolifere alla salute ed al futuro dei nostri mari.”

Proprio per evidenziare gli effetti negativi dell’airgun e vietarne l’utilizzo ai fini petroliferi Legambiente ha lanciato la petizione #stopoilairgun che in pochi giorni ha già raggiunto più di 37mila firme. Una raccolta firme, realizzata in collaborazione con Change.org, che è ancora possibile sottoscrive all’indirizzo www.change.org/stopoilairgun.

 

Goletta Verde è una campagna di Legambiente

Ufficio stampa Goletta VerdeLuigi Colombo – 347/4126421 – stampa.golettaverde@legambiente.it

 

Fonte: Manfredonianews

Trivelle nello Jonio,3 Regioni dicono no

Pubblicato il: 16 lug 2015 - Da Webmaster

Alcune centinaia di persone hanno partecipato stamani a Policoro ad un corteo per opporsi alla possibilità, prevista in atti del Governo, di trivellare il Mare Jonio

trivelle-ionio

A policoro anche contestazioni per pittella, emiliano e oliverio

(ANSA) – POLICORO (MATERA), 15 LUG – Alcune centinaia di persone hanno partecipato stamani a Policoro ad un corteo per opporsi alla possibilità, prevista in atti del Governo, di trivellare il Mare Jonio alla ricerca di petrolio. Il corteo si è concluso con i comizi di Pittella, Oliverio ed Emiliano, che sono stati anche contestati da rappresentanti di gruppi politici – M5S e Fratelli d’Italia – e associazioni ambientaliste, convinti che le tre Regioni si siano opposte in modo “troppo morbido” al Governo.

 

Fonte: Statoquotidiano

“Come ho già detto, la discussione, la ‘partita’ deve essere ‘giocata’ altrove”

angelo riccardi questione energas“Si rischierebbe di spendere 200 mila euro dei contribuenti per un referendum consultivo del tutto inutile”

Manfredonia – “DICHIARAZIONI di Bordo sul deposito gpl dell’Energas? Rispetto l’opinione di Michele ma ricordo a tutti che si rischierebbe di spendere 200 mila euro dei contribuenti per un referendum consultivo del tutto inutile. L’opera alla quale si fa riferimento è considerata per legge strategica. Come ho già detto, la discussione, la ‘partita’ deve essere ‘giocata’ altrove “. Così il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardicommentando le dichiarazioni dell’onorevole Michele Bordo sull’Energas.

Come detto dal sindaco durante la presentazione del neo assessore all’ambiente ing. Elisabetta Palumbo: “per l’Energas abbiamo due strade: quella politica, dettata dalle scelte che la maggioranza di Governo della città deve fare su questioni di carattere ambientale e rispetto alle quali non siamo stati chiamati ad esprimere alcun parere trattandosi di un’opera strategica. In questo caso i ministeri coinvolti sono: quello dell’Ambiente, il MiSE per l’autorizzazione, la Regione per il parere ambientale regionale. Come Ente andremo a verificare tutte le criticità e le posizioni che potremo assumere affinchè questo progetto non si realizzi. Dal punto di vista urbanistico: a seguito di 2 sentenze del TAR e del Consiglio di Stato il progetto si va a collocare all’interno dell’area industriale DI/49. Rispetto a questo aspetto saremo chiamati ad esprimere, come Comune, un parere di compatibilità urbanistica (nella conferenza dei servizi al MiSE,ndr). Come detto, allo stato attuale abbiamo chiesto documentazioni integrative e più precisamente anche l’atto di indirizzo del Consiglio comunale del 15.04.2015, n.15 (DOCUMENTO PROGRAMMATICO PRELIMINARE – DPP – PER LA VARIANTE DI ADEGUAMENTO DEL PRG VIGENTE DEL COMUNE DI MANFREDONIA AL NUOVO PIANO PAESAGGISTICO TERRITORIALE REGIONALE – PPTR – ADOZIONE, NDR), dove si chiarisce che su quell’area l’Ente ha espresso delle perplessità di indirizzo poichè la Pubblica Amministrazione tende a riportare quelle zone in aree agricole”.

“La politica si assuma appieno una battaglia consapevole contro la realizzazione dell’impianto Energas. Io sono pronto a fare la mia parte, ad ogni livello ognuno la sua”, ha detto stamani Riccardi

 

Fonte: Statoquotidiano

“Per quanto mi riguarda – ha concluso Bordo – non mi convince il progetto Energas e voterei certamente per il NO se ci fosse una consultazione popolare”

michele bordo no energas

“La storia della nostra comunità impone la massima cautela e condivisione sociale di scelte potenzialmente rischiose e pericolose come quella prospettata da energas”

Manfredonia – “Devono essere i cittadini di Manfredonia a decidere consapevolmente se consentire o meno l’insediamento del deposito di GPL Energas. Un intervento così complesso ed importante per il futuro del nostro territorio non può essere demandato solo alle procedure burocratiche ed amministrative, anche se legittime dal punto di vista giuridico. E se anche l’azienda riuscisse ad avere tutte le autorizzazioni necessarie a realizzare l’impianto, prima di procedere, dovrebbero comunque essere i cittadini ad esprimere l’ultima parola. La nostra città ha pagato pesantemente gli sfregi ambientali del passato e non può subire oggi decisioni di tale importanza senza essere ampiamente coinvolta”. Lo ha affermato l’on.Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla realizzazione dell’impianto in località Santo Spiriticchio.

“La storia della nostra comunità impone la massima cautela e condivisione sociale di scelte potenzialmente rischiose e pericolose come quella prospettata da Energas – ha continuato Michele Bordo – Sono ancora molto evidenti le ferite ambientali e sociali prodotte dalle scelte produttive del passato. Non è pensabile, dunque, che oggi si possa consentire l’insediamento di un impianto di deposito di gas a Manfredonia senza un ampio dibattito sociale e politico. Penso che l’Amministrazione comunale, sempre molto attenta al tema della soste-nibilità ambientale delle attività produttive, dovrebbe promuovere procedure partecipate e non escludere il ricorso al referendum consultivo: strumento democratico che consente una chiara ed evidente assunzione di responsabilità da parte di tutti. Amministratori e cittadini. Per quanto mi riguarda – ha concluso Bordo – non mi convince il progetto Energas e voterei certamente per il NO se ci fosse una consultazione popolare , perché ho rispetto della storia e dei drammi ambientali vissuti dalla città di Manfredonia e perché un intervento di questo genere non concede alcuna utilità, anche occupazionale e produttiva, alla nostra comunità e al nostro territorio”.

 

Fonte: Stratoquotidiano

“Ancora una volta Taranto e i tarantini perdono”

eolico-taranto“Ancora una volta non si è voluta avere la lungimiranza per fare scelte economiche idonee alla vocazione del territorio”

E allora si farà. Il parco eolico davanti alla costa del Mar Grande di Taranto, considerato per la legge “Off-Shore”, composto da 10 torri alte circa mt.100 più 50 metri di pala, per una potenza totale di 30 MW, sarà realizzato nella rada esterna del porto di Taranto, a mt 100 dalla costa e a km. 7 dalla città di Taranto, prevedendo un investimento di €. 63.000.000.
Il progetto presentato nel 2008 dalla Societ Energy Spa, e ceduto nell’agosto del 2012 alla Beleolico Srl, si concretizza adesso, uscendo indenne dal ricorso del Comune di Taranto, che ad onor del vero poneva le sue ragioni su fragili fondamenta, respinto il primo luglio scorso dal Consiglio di Stato. Un iter che ha avuto un percorso lungo e tortuoso contro il quale l’Ente Provincia avrebbe potuto esprimere opposizione, ma ha preferito rimanere silente lasciando procedere l’iter di autorizzazione del progetto.

Un iter costellato anche di episodi curiosi, ma significativi, occorsi al portavoce del M5S Diego De Lorenzis a cui fu addirittura negata la partecipazione in qualità di auditore, presso il Ministero dei Trasporti nel giugno 2013, alla conferenza di servizi conclusiva per il rilascio dell’autorizzazione unica per la realizzazione dell’impianto eolico, adducendo quale motivo ostativo da parte dell’azienda proponente “la natura riservata degli aspetti industriali”. Di quale segreto industriale si sarebbe dovuto trattare in sede di conferenza, tale da escludere un deputato della Repubblica da quel luogo? E quale segreto industriale dovrebbe presupporre un parco eolico? Ma soprattutto in una regione come la Puglia che produce oltre 80% di energia in più rispetto il proprio fabbisogno, che senso ha costruire nuove centrali anche FER senza spegnere quelle alimentate a combustibili fossili?

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto” si è sempre opposto alla realizzazione del progetto perché conscio che la presenza di alte colonne in acciaio che troneggiano sul nostro patrimonio marino, sormontate da appariscenti eliche, visibili già da 30 Km, sono un delitto paesaggistico bello e buono, perché la ricchezza primaria di un territorio è data dalla conformazione geografica conservata e tutelata come la natura ci ha donato. Una città in cui si sceglie ancora una volta, con la complicità di una classe dirigente ed imprenditoriale accomodante e prona, di creare impianti, industrie, centrali che simboleggiano l’accentramento del potere, per controllare la produzione di energia, acciaio e petrolio: gli effetti sono tutti a scapito della vivibilità, della sostenibilità e dell’autonomia produttiva. Ed infatti questo mega-impianto invadente servirà a produrre energia solo per le strutture portuali, assistendo ancora una volta ad una scelta pro-industriale. Queste decisioni sono state aiutate però anche dal disaccordo che si è avuto tra associazioni ambientaliste: dalle opposizioni dure di alcune a quelle morbide di altre fino ad arrivare a posizioni possibiliste di altre ancora. Ed a niente sono valse le giuste osservazioni sull’impatto paesaggistico, sulla vicinanza dei Siti d’Interesse Comunitario “Pinete dell’arco ionico” e “Posidonieto isola San Pietro – Torre Canneto”, sulle limitazioni per i canadair, sull’interferenza delle attività portuali, sull’incidenza delle rotte migratorie degli uccelli, sul disorientamento dei mammiferi marini, sull’aver ignorato una zona IBA (Important Bird Area) a meno di 5 km dal sito di costruzione.

Ancora una volta non si è voluta avere la lungimiranza per fare scelte economiche idonee alla vocazione del territorio preferendo le speculazioni economiche e industriali di altri. Ancora una volta Taranto e i tarantini perdono. Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto” non vuole rimanere silente ed inerme e aspettare l’ennesimo scempio, bensì vuole essere da pungolo all’amor proprio dei concittadini, pronto ad accogliere perciò la volontà di chi vuole riconvertire Taranto cominciando semplicemente a volerla bella.

 

(Taranto, 09.07.2015 – Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”)

Fonte: statoquotidiano

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato

spaggia castello

ph: MATTEO NUZZIELLO, ‘Manfredonia Immagini e Parole’

FOCE TORRENTE CANDELARO “FORTEMENTE INQUINATO”

(II – continua) Quadro di dettaglio dei monitoraggi effettuati lungo gli 810 chilometri di costa pugliesi: cinque i punti analizzati in provincia di Bari, tutti con valori nella norma: nella città capoluogo il campione è stato prelevato in località Santo Spirito, all’altezza del civico 2 del Lungomare Colombo; a Monopoli alla spiaggia a sud del Castello di Santo Stefano; a Polignano a Mare sia alla scogliera in corrispondenza dell’Isolotto San Pietro che alla spiaggia Lama Monachile e infine a Molfetta all’altezza del civico 36 del lungomare Marcantonio Colonna. Dei quattro prelievi effettuati in provincia di Foggia, due hanno dato un giudizio di “fortemente inquinato: quello a Manfredonia, alla foce del torrente Candelaro, e a Lesina-Torre Mileto, alla foce del canale Schiapparo, in località Lago di Lesina. Nella norma, invece, l’altro punto campionato a Manfredonia, al canale sulla spiaggia di Lungomare Nazario Sauro e alla foce del canale SS89, in località San Menaio di Vico del Gargano.

Sette i campionamenti eseguiti nella provincia di Barletta-Andria-Trani due dei quali risultati “fortemente inquinati”: quello alla foce del fiume Ofanto a Margherita di Savoia e alla foce del canale di ponente (Lungomare Mennea) di Barletta. Entro i limiti gli inquinanti rilevati nell’altro prelievo effettuato a Barletta (spiaggia libera sul litorale di Levante); sulla spiaggia in località Matinelle, a destra del molo, a Trani; sul lungomare Mauro dall’Olio in località Salsello di Bisceglie; alla spiaggia riserva Torre di Calderina, sempre a Bisceglie. Va inoltre sottolineato che i tecnici di Legambiente hanno eseguito anche un prelievo in corrispondenza dello scarico presso la villa comunale di Trani, da sempre punto critico, ma al momento de lcampionamento era chiuso e non sono state riscontrate anomalie.

Tre punti su quattro giudicati “fortemente inquinati nel brindisino: alla foce del canale Giancola e alla foce del torrente Reale (località Torre Guaceto) a Brindisi; e allo sbocco del depuratore su via dei Pioppi a Ostuni, in località Villanova-Mogale. Entro i limiti invece l’altro prelievo effettuato a Ostuni, sulla spiaggia del pilone, in località Torre San Leonardo. In provincia di Taranto sono stati eseguiti cinque campionamenti ed è risultato “fortemente inquinato” soltanto il prelievo effettuato alla foce del fiume Ostone a Marina di Lizzano. Nella norma invece quelli eseguiti a Taranto, alla spiaggia in viale del Tramonto; alla spiaggia di Specchiarica a San Pietro in Bevagna; alla foce del fiume Lenne a Palagiano; alla spiaggia libera Borgo Pineto a Castellaneta Marina. Infine, quattro i prelievi effettuati nel leccese con un giudizio di “inquinato” solo per il campionamento in corrispondenza del canale dei Samari a Gallipoli. Nei limiti di legge, invece, quelli alla scogliera Porto Gaio di Gallipoli; a Porto Cesareo, spiaggia Punta Prosciutto, e alla spiaggia di Felloniche a Castrignano del Capo.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è main partner della storica campagna estiva di Legambiente. Attivo da 31 anni, il COOU garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale, che vengono poi avviati al recupero. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il presidente del COOU Paolo Tomasi. L’operato del Consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese.

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN PUGLIA*
*prelievi effettuati tra il 24, 25 e 26 giugno 2015
PROVINCIA COMUNE LOCALITÀ PUNTO GIUDIZIO
FOGGIA Vico del Gargano San Menaio Foce canale SS89 fronte chiesa San Francesco ENTRO I LIMITI
FOGGIA Lesina-Torre Mileto Lago di lesina Foce canale Schiapparo FORTEMENTE INQUINATO
FOGGIA Manfredonia Spiaggia Castello Lungomare Nazario Sauro (fronte canale sulla spiaggia) ENTRO I LIMITI
FOGGIA Manfredonia Foce torrente Candelaro FORTEMENTE INQUINATO
BAT Margherita di Savoia Riserva naturale di Salina Foce torrente Carmosina ENTRO I LIMITI
BAT Margherita di Savoia Foce fiume Ofanto FORTEMENTE INQUINATO
BAT Barletta Foce canale di ponente (via Luigi di Cuonzo-lungomare Pietro Mennea) FORTEMENTE INQUINATO
BAT Barletta Litoranea di Levante – spiaggia libera (altezza civico 68) ENTRO I LIMITI
BAT Trani Matinelle Spiaggia, a destra del molo ENTRO I LIMITI
BAT Bisceglie Salsello Lungomare Mauro Dall’Olio ENTRO I LIMITI
BAT Bisceglie Torre Calderina Spiaggia riserva “Torre Calderina” ENTRO I LIMITI
BRINDISI Brindisi Giancola Foce canale Giancola FORTEMENTE INQUINATO
BRINDISI Brindisi Torre Guaceto Foce torrente Reale FORTEMENTE INQUINATO
BRINDISI Ostuni Villanova-Mogale Sbocco depuratore su via dei Pioppi FORTEMENTE INQUINATO
BRINDISI Ostuni Torre San Leonardo- Lido Spiaggia Grande Spiaggia del Pilone ENTRO I LIMITI
BRINDISI Brindisi Saline punta della Contessa presso Salina punta della Contessa ENTRO I LIMITI
BARI Monopoli Castello di Santo Stefano Spiaggia a sud del Castello di Santo Stefano ENTRO I LIMITI
BARI Polignano a Mare Scogliera in corrispondenza dell’Isolotto San Pietro ENTRO I LIMITI
BARI Polignano a Mare Lama Monachile Spiaggia Lama Monachile ENTRO I LIMITI
BARI Bari Santo Spirito Lungomare C.Colombo, altezza civico 2 ENTRO I LIMITI
BARI Molfetta Lungomare Marcantonio Colonna, altezza civico 36 ENTRO I LIMITI
TARANTO Castellaneta Castellaneta Marina Spiaggia libera Borgo Pineto ENTRO I LIMITI
TARANTO Palagiano Foce del fiume Lenne Foce del fiume Lenne ENTRO I LIMITI
TARANTO Taranto Taranto Spiaggia viale del tramonto, altezza civico 5 ENTRO I LIMITI
TARANTO Lizzano Marina di Lizzano Foce del fiume Ostone FORTEMENTE INQUINATO
TARANTO San Pietro in Bevagna Specchiarica Spiaggia di Specchiarica ENTRO I LIMITI
LECCE Castrignano del Capo Felloniche Spiaggia di Felloniche ENTRO I LIMITI
LECCE Gallipoli Porto Gaio Scogliera Porto Gaio ENTRO I LIMITI
LECCE Gallipoli I Foggi Samari Sbocco canale dei Samari INQUINATO
LECCE Porto Cesareo Punta Prosciutto Spiaggia Punta Prosciutto ENTRO I LIMITI

Il Monitoraggio scientifico. I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità). Le analisi chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

LEGENDA. Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml
FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml (II – continua)

 

Fonte: Statoquotidiano

“L’Ente Parco ad oggi risulta impossibilitato a gestire direttamente il battello spazzamare per mancanza di personale idoneo e per impossibilità giuridica ad affidare a soggetti esterni del natante in dotazione”

Battello spazzamare

Nelle intenzioni iniziali, era stato attrezzato per la rimozione dei rifiuti solidi galleggianti dagli specchi acquei dell’area marina protetta

Roma/Manfredonia – UN altro anno di sosta per il battello spazzamare che l’Ente Parco del Gargano gestisce dal 4 maggio 2005 grazie al comodato d’uso dal Ministero dell’Ambiente. Nelle intenzioni iniziali, il battello era stato attrezzato per la rimozione dei rifiuti solidi galleggianti dagli specchi acquei dell’area marina protetta (l’Ente Parco ha ricevuto il mezzo in quanto Ente gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti). Da atti, “l’Ente Parco ad oggi risulta impossibilitato a gestire direttamente il battello spazzamare per mancanza di personale idoneo e per impossibilità giuridica ad affidare a soggetti esterni del natante in dotazione (..) gli uffici dell’Ente hanno” tuttavia “proceduto alla manutenzione straordinaria del battello spazzamare rendendo l’imbarcazione pronta alla navigazione e allo svolgimento delle operazioni di tutela ambientale per cui è stata analizzata“.

Da qui con recente l’atto l’Ente Parco del Gargano ha proposto di approvare il preventivo di spesa presentato dalla società Yacht Service Marina del Gargano srl, varo e sosta del battello per un periodo annuale (15.07.2015/14.07.2016) per la somma complessiva di euro 1.667,30 euro. L’anno scorso il mezzo è stato noleggiato nel porto turistico di Manfredonia con impegno di spesa pari a 2.671,80 euro per il noleggio dal 15 luglio 2014 al 14.07.2015.

STORIA. Il battello spazzamare ha avuto passata risonanza a causa del degrado nel quale versava. Il servizio è stato istituito da un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente, deliberata con decreto DEC/DPN/18 datato 14.01.2005 (sotto il ministro Altero Matteoli – AN – da 11.06.2011 a 23.04.2005 e da 23.04.2005 a 17.05.2006- poi sostituito da Alfonso Pecoraro Scannio – Verdi – da 17.05.2006 07.05.2008). Progettato e realizzato dai Cantieri Navali Di Donna di Gaeta, per la raccolta dei rifiuti solidi galleggianti nelle Aree Marine Protette italiane, avrebbe dovuto essere impiegato per “la raccolta dei rifiuti solidi galleggianti e qualora vengano ravvisati casi di particolare urgenza relativi ad interventi antinquinamento”.

Il battello spazzamare è un importante strumento di tutela dell’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti e fa parte di quei tanti impegni che sto concretizzando alla guida dell’amministrazione dell’ente. Quindi, dopo aver trovato i soldi per il finaziamento dell’attività di gestione del mezzo con il Ministero, posso affermare che il battello pulirà le coste di Tremiti dal prossimo mese di giugno (2014,ndr)”, aveva detto a Stato nel gennaio 2014 l’attuale Presidente dell’Ente Parco avv.Stefano Pecorella. “Il battello spazzamare – aveva continuato Pecorella – era stato consegnato all’Ente nel lontano 2005 e non era più possibile sopportare la situazione di abbandono in cui versava. Il Ministero ha consegnato il battello all’Ente che non poteva però gestirlo con il personale e gli esigui fondi ad esso destinati. Ho fatto stanziare le somme necessarie, dopo avrerle ottenute appositamente dal Ministero del’Ambiente, nel piano di gestione 2014 dell’area marina protetta”.

PRIMA DELL’INAUGURAZIONE. Prima dell’inaugurazione del servizio (durante la presidenza del Parco dell’avvocato Giandiego Gatta, oggi consigliere regionale del Pdl – con fine mandato nell’Ente nel 2010; in seguito dal 12 maggio 2010 Commissario straordinario del Parco è stato l’avv Stefano Pecorella, da marzo 2012 Presidente dell’Ente, su nomina del Ministero dell’Ambiente) tante le aspettative ed i proclami: “l’unità vigilerà un percorso di trentasei miglia lungo la fascia costiera di ciascuna isola dell’arcipelago, osservando i seguenti turni di servizio: dal I giugno al 30 settembre (sei giorni a settimana per otto ore di lavoro); dal I ottobre al 31 maggio (tre giorni a settimana per otto ore di lavoro)”. Il battello spazzamare avrebbe dunque dovuto lasciare le acque sipontine per dirigersi verso quelle delle Tremiti, nel cui porto avrebbe dovuto troverà “stabile ormeggio”. Da raccolta dati, il personale di bordo avrebbe dovuto essere stipendiato per i primi due anni “con fondi messi a disposizione dallo stesso Ministero”. Successivamente le competenze sarebbero dovute passare al Comune di Tremiti.

E poi? Cosa è successo dopo l’inaugurazione?. “Solo un’ora e mezza di vita, dopo 3 anni lo trovano affondato causa pioggia. Stiamo parlando del battello spazzamare” aveva scritto Anna Di Pardo, il 15.03.2008 sul portale lecinqueisole.it. “(…) il nostro compianto Battello è stato tirato a terra, non si sa se in questi anni sia stata pagata la sosta, comunque se non è stato fatto, per ritirarlo bisognerà sborsare euro 7.000”. “Ringraziamo il Ministero dell’Ambiente per questo Pregevole e Necessario dono, ma sinceramente non ce la siamo sentiti di accettare…. non sapevamo cosa farcene sarebbe stato un servizio futile !!!!!! Ossequi E come dicono in questo momento di allarme a Napoli: ‘Non ce la portate via l’immondizia; C’ simm affezzionat‘”.

AVV.GATTA: “NONOSTANTE NUMEROSI SOLLECITI MAI ARRIVATI I FONDI PER LA GESTIONE”.“Da quello che posso ricordare – disse a Stato l’avvocato Giandiego Gatta – il battello ecologico spazzamare (donato dal Ministero alle Aree marine protette e con un costo presunto compreso tra i 60 e gli 80mila euro,ndr) non è entrato in funzione per alcune motivazioni: innanzitutto non lasciò il porto di Manfredonia in direzione Tremiti per la mancanza – da parte della Capitaneria – di documentazione relativa forse al collaudo o per le autorizzazioni; da qui il deposito nel Cantiere privato; in secondo luogo, la mancanza dei fondi per la gestione. Ricordo che ripetutamente abbiamo inviato solleciti – come Ente Parco – al Ministero dell’Ambiente nel frattempo presieduto da Alfonso Pecoraro Scannio ma non ci fu mai data risposta. Quei fondi non sono stati mai erogati”.

“Ricordo che ci una fase di pre-contenzioso fra la ditta individuata a Manfredonia per il deposito del battello causa mancati pagamenti delle somme previste per il deposito e la manutenzione. Fino al 2010, dunque relativamente alla mia presidenza dell’Ente Parco, dovrebbero essere state pagate le somme per il deposito del mezzo, mai entrato in funzione – come detto – in attesa dei fondi dal Ministero dell’Ambiente per la gestione del mezzo. Dopo 9 anni non posso ricordare le motivazioni alla base del mancato deposito del battello in un’area in concessione alla Capitaneria di Porto di Manfredonia”, disse l’avv.G.Gatta.

“Ricordo che non ci sono state spese aggiuntive per il personale inizialmente addetto al servizio – aggiunse l’avvocato Gatta – perché si trattava di funzioni da svolgere nell’ambito delle Aree marine protette, che non hanno personale addetto; dunque avremmo dovuto soltanto ‘spostare’ del personale del Parco per il servizio del battello, senza ulteriore aggravio di costi”. “Con l’entrata in funzione del servizio – aggiunse l’avvocato Stefano Pecorella, attuale presidente dell’Ente Parco – dovrebbero essere sottoscritti contratti di collaborazione per il personale, attraverso selezioni di un’agenzia interinale; l’Ente Parco – come ribadito anche dall’avvocato Gatta – non può (e non poteva,ndr) assumere ulteriore personale da inserire nella pianta organica”.

Nonostante i buoni propositi, l’Ente Parco ribadisce ora, nella determina relativa all’impegno di spesa per il noleggio del battello, quanto scritto già nel 2014: “a tutt’oggi, l’Ente Parco risulta impossibilitato a gestire direttamente il battello spazzamare per mancanza di personale idoneo e per impossibilità giuridica ad affidare a soggetti esterni la gestione del natante in dotazione”. Ad oggi l’imbarcazione è “pronta per la navigazione e per lo svolgimento delle operazioni di tutela ambientale per le quali è stata realizzata”.

Allora, nella speranza che la grande Giuny Russo non si offenda: “Uno spazzamare, voglia di remare, fare il bagno al largo, per vedere da lontano i rifiuti-uti-uti”.

(Ph: archivio MTT)

g.defilippo@statoquotidiano.it

Allegati
Battello spazzamare
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aree marine protette

Fonte: Statoquotidiano

Obbligatorio rispettare parametri riferiti alla domanda turistica e due riferiti all’offerta turistica

Anche per preservare la valenza dell’imposta di soggiorno

economia turisticaBari – CON recente delibera, la Giunta regionale pugliese ha approvato le “Linee guida per l’iscrizione nell’elenco regionale di Comune ad economia prevalentemente turistica e citta d’arte”, nelle more di una nuova regolamentazione della materia.

L’abrogazione del precedente regolamento. ”La Regione Puglia, con regolamento regionale 23 dicembre 2004, n. 11, in attuazione della l.r. n. 11/2003, ha istituito l’elenco regionale dei Comuni ad economia prevalentemente turistica e delle Citta d’arte tenuto presso l’Assessorato al Commercio della Regione Puglia. L’ elenco, determinante ai fini della regolamentazione delle aperture degli esercizi commerciali, sebbene successivamente abbia perso tale utilità per effetto della liberalizzazione intervenuta nel settore, è stato conservato in quanto rilevante ai fini dell’applicazione dell’imposta di soggiorno. Con l’entrata in vigore del “Codice del Commercio” di cui alla legge regionale 16 aprile 2015, n. 24, la l.r. n. 11/2003 è stata abrogata e conseguentemente il citato regolamento regionale.

La sua abrogazione ha determinato un vuoto normativo che impedisce di dare completa attuazione all’art. 4 d.lgs 23/2011, precludendo ai Comuni pugliesi interessati la possibilità di istituire l’imposta di soggiorno in quanto Comuni ad economia prevalentemente turistica e di Citta d’arte”.

I criteri.
NELL’ELENCO REGIONALE DEI COMUNI ad ECONOMIA PREVALENTEMENTE TURISTICA e CITTA’ d’ARTE 
Art. 1. Oggetto
1 Nelle more dell’adozione di una nuova regolamentazione della materiale presenti linee guida disciplinano i criteri per la qualificazione di un Comune come “Comune ad economia prevalentemente turistica” ovvero “Città d’arte”, nonché la procedura di iscrizione al relativo elenco, ai fini di cui all’art. 4 dlgs. 23/2011 e ss.mm. e ii.
Art. 2 Comuni ad economia prevalentemente turistica 
1 Sono Comuni ad economia prevalentemente turistica quelli in cui è presente un sito di interesse storico – artistico inserito dalli UNESCO nella lista del patrimonio dell’umanità, ovvero quelli che presentano almeno 4 dei parametri indicati ai commi 2 e 3, di cui due riferiti alla domanda turistica e due riferiti all’offerta turistica.
Parametri riferiti alla domanda turistica: 1. arrivi su popolazione residente:0,3; 2. presenze su popolazione residente :2,0; 3. arrivi su superficie territoriale (kmq):50; 4. presenze su superficie territoriale (kmq):300; 5.presenze più popolazione residente su superficie territoriale(kmq):450.
Parametri riferiti all’offerta turistica: 1. capacità ricettiva (posti letto) totale su popolazione residente (per 100 abitanti):5,59; 2.strutture ricettive su popolazione residente (per 1000 abitanti):0,3 3.unità locali relative ad attività connesse con il turismo sul totale unità locali:1%; 4.addetti alle unità locali relative ad attività connesse con il turismo sul totale addetti unità locali:10%.
4 1 parametri riferiti alla domanda turistica sono calcolati rapportando gli arrivi e le presenze annuali con la popolazione residente e con la superficie territoriale. Il calcolo è effettuato tenendo conto dei dati relativi all’ultima rilevazione sul Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi validata dall’ISTAT.
5 1 parametri riferiti all’ offerta turistica sono calcolati sulla base degli ultimi dati censuari disponibili nonché delle ultime rilevazioni statistiche sul turismo validate dall’ISTAT.
6 Sono da considerarsi connesse con il turismo le seguenti attività: _. attività alberghiera ed extralberghiera; – attività delle Agenzie di viaggi turismo; – attività delle guide e degli accompagnatori turistici; – noleggio autovetture ; – noleggio di altri mezzi di trasporto terrestri; – organizzazioni di convegni e mostre; – stabilimenti balneari ; – attività di biblioteche, archivi,musei ed altre attività culturali ; _ stabilimenti idropinici e idrotermali .
Ai fini della verifica della sussistenza dei parametri è necessario che il dato relativo al Comune sia superiore o uguale al parametro indicato. Rispetto ai parametri riferiti alla domanda turistica è ammessa una tolleranza inferiore al 10%.
Art. 3 Città d’Arte
1. Sono considerate città d’arte le località che possiedono almeno tre dei seguenti requisiti: – Insieme di edifici o di complessi monumentali, riconosciuti di notevole interesse storico e artistico ai sensi D.Igs. n.42/2004 e ss.mm.e ii; – ampia presenza di opere d’arte singole o in collezioni, dichiarate di notevole interesse storico o artistico ai sensi del D.Igs, n.42 /2004 e ss.mm.e ii, a condizione che siano visibili al pubblico; – presenza di almeno tre musei, aperti al pubblico per almeno 8 mesi l’anno, con articolata offerta di mostre e manifestazioni. I musei devono essere almeno di rilievo regionale ai sensi della L.R. n. 17/2013 ed almeno uno di essi dedicato ad argomenti storici,artistici o archeologici; – presenza di offerta di servizi culturali, quali biblioteche, emeroteche, archivi di Stato,raccolte di documenti, di rilievo provinciale relativi a materie storiche,artistiche o archeologiche; – presenza di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali o tradizionali svolte con il patrocinio della Regione, o degli altri Enti locali; – presenza di una domanda turistica e di una offerta turistica calcolata sulla base dei parametri di cui al precedente art.2, rapportata alla popolazione della città .

 

Fonte: Statoquotidiano