“IMPUGNATA LA SOLITA ARMA DEL RICATTO OCCUPAZIONALE”

presidente energas

“Loro sanno benissimo che lo strumento referendario si adotta ancor prima che il processo si avii all’iter autorizzativo”

Manfredonia. ”Il Consiglio Comunale di Manfredonia in data 17.09.2015 ha approvato quasi all’unanimità, con l’astenzione di un consigliere su 24, una mozione con la quale “dichiara la propria assoluta contrarietà alla realizzazione dell’impianto di stoccaggio di 60 milioni di litri di GPL proposto da ENERGAS s.p.a.”. Un bell’atto di coraggio da parte del Consiglio Comunale. I referenti dell’Energas non ci stanno e, fomentati forse da qualche misterioso conoscitore degli usi e costumi dei nostri concittadini, impugnano la solita arma del ricatto occupazionale. Pratica sperimentata con la reindustrializzazione dopo la chiusura Enichem che s’insediò, a sua volta, dopo la chiusura Ajinomotoinsud.

Al ricatto occupazionale si è aggiunta poi un’altra strategia già sperimentata nella nostra ridente cittadina. Dopo il fallimento delle regalie diffuse, Energas adotta la formula del mecenatismo spicciolo, finanziando la “partita di pallone“; un’entrata a gamba tesa. Anche questa strategia è frutto di un esperimento che ha consentito a qualcuno di occupare poltrone prestigiose. Tutta la questione potrebbe rientrare in un contesto di normale conflitto, tra i referenti dell’Enegas e i rappresentanti dei cittadini, se non si verificassero atteggiamenti che rasentano la provocazione. Nella nostra ridente cittadina si è realizzata l’apoteosi del pilatismo. Il Partito unico, a stragrande maggioranza PD che da oltre trent’anni monopolizza il Consiglio Comunale di Manfredonia, demolisce una decisione unanime assunta dai suoi rappresentanti nell’assise del 17 settembre 2015. Il PD, con una plilatesca decisione che supera ogni barriera di comprensione, diventa d’un tratto proponente dello strumento democratico di partecipazione popolare: Il referendum popolare. Strumento di partecipazione popolare, mai considerato dal stesso PD, per il quale non si è mai dotato di un regolamento. Si precipita, per l’occasione a produrne uno, per sbuggiardare i propri rappresentanti in Consiglio Comunale.

Stranamente la decisione viene assunta in un contesto ormai ampiamente definito per Energas. Definito dallo stesso GOTHA del PD che da più di sei lustri governa la nostra città ed è presente in tutti i livelli istituzionali: comune, provincia, regione, camera, senato e sottogoverno da quando Energas, ex Isosar, è partito all’attacco (questo l’ho già denunciato nel documento: Energas, il teatrino della politica). La decisione del Consiglio Comunale di dire NO ENERGAS ha spiazzato il Ghota del PD che non intende prendersi la responsabilità dei guai che ha provocato alla nostra città già dall’era di tangentopoli con Enichem, reindustrializzazione, Gema, Mercato Ittico, Ase e svendita dell’intero territorio. Essendo stati, protagonisti di certe decisioni a favore di Energas, ancora più grave se asseriscono di essere stati all’oscuro della vicenda, ora non sanno dove e come andare a parare. Escogitano lo strumento referendario, specchietto per le allodole, cercano di lavarsi delle proprie responsabilità.

Loro sanno benissimo che lo strumento referendario si adotta ancor prima che il processo si avii all’iter autorizzativo. Al GOTHA del PD questo è noto ma devono adottare ogni strumento per sopravvivere. Loro sanno pilotare le masse e le decisioni. Per continuare a gestire il potere hanno bisogno di tenere buono il popolo e non inimicarsi i padrini di Energas. La verità è che il PD s’improvvisa propugnatore dello strumento referendario per evitare di pronunciarsi con un Si o con un No all’Energas”.

(A cura di Pino Delle Noci, Manfredonia 24.06.2016)

 

Fonte: Statoquotidiano

energasBari/Manfredonia. “Il CTR ha espresso parere favorevole con prescrizioni al rilascio del NOF, sulla base della relazione dello specifico gruppo di Lavoro incaricato della verifica delle analisi riportate negli elaborati allegati alla richiesta del Gestore, ma anche sulla base delle osservazioni e delle evidenze emerse in seno di CTR, alle quali ARPA ha contribuito significativamente in particolare per evidenziare le criticità dalle quali sono scaturite le successive prescrizioni e osservazioni riportate nel verbale di riunione, comunque riprese dalle conclusioni della relazione del Gruppo di Lavoro. Il superamento della fase di NOF fa sì che il Rapporto di Sicurezza definitivo, dotato di dettagli particolareggiati, debba essere oggetto di successiva valutazione e di analisi sulla base necessariamente di sopralluoghi e ispezioni da parte di uno specifico Gruppo di Lavoro nominato dal CTR al fine dell’espressione del parere tecnico conclusivo“. E’ quanto emerso, da raccolta dati, in seguito alla riunione del C.T.R (Comitato tecnico Regionale) della Puglia – svoltasi lo scorso 25 maggio 2016 – relativamente al progetto dall’EnergasSpA per l’installazione di un deposito costiero di gpl nel territorio di Manfredonia.

Il C.T.R. si è riunito per il procedimento di Nulla Osta di Fattibilità ai sensi dell’art. 21 del d.lgs 334/99. “La valutazione, conformemente a quanto previsto dalla normativa, è stata effettuata secondo le disposizioni transitorie previste dal più recente articolato del 2015 (d.lgs 105/15), assecondando quindi i criteri della legge di recepimento della Seveso II e non della Seveso III. Il procedimento di NOF è, in entrambi i disposti normativi, una fase di valutazione preliminare alle nuove analisi del rapporto di Sicurezza proposte dal Gestore in conseguenza della richiesta di modifica impiantistica dello stabilimento”.

“Alla riunione del CTR hanno partecipato membri effettivi, supplenti, enti e tecnici convocati, tra i quali era presente un rappresentante effettivo del Comune di Manfredonia, per competenza territoriale”.

Da raccolta dati, “il superamento della fase di NOF garantisce che il Rapporto di Sicurezza da approvarsi ai fini del proseguio delle attività da parte del Gestore, venga comunque sottoposto a una procedura di valutazione conforme ai sensi della normativa in vigore, assecondando in ogni caso i criteri di prevenzione attuali previsti dal legislatore in recepimento della normativa europea. Nel verbale, agli atti della segreteria del CTR presso la Direzione Regionale Puglia dei VVF, sono presenti prescrizioni, che dovranno essere oggetto di ottemperanza da parte del Gestore al fine della stessa dell’efficacia del superamento della fase di NOF, e osservazioni/suggerimenti che dovranno essere oggetto di attenzione del gestore nonché di approfondimento da parte del gruppo di lavoro nominato dal CTR, sotto il profilo delle tutele progettuali e delle mitigazioni da adottarsi e da cui potranno scaturire ulteriori prescrizioni da proporre al CTR. Lo stesso CTR ha facoltà di esprimere ulteriori prescrizioni sulla base di approfondimenti anche determinati dalle analisi di documentazione di progetto dotata di quei dettagli particolareggiati non previsti nella fase preliminare di NOF, senza che questo determini un aggravio del procedimento amministrativo”.

focus

DEPOSITO GPL MANFREDONIA – VERBALE CONFERENZA DEI SERVIZI – MISE

Deposito gplEnergas, Comune Manfredonia si oppone al Decreto del MATTM

Comune Manfredonia: retromarcia Energas su causa per annullamento delibere Consiglio

Deposito costiero GPL Energas a Manfredonia: focus progetto (DOCUMENTI – II)

Manfredonia, gplEnergas: interrogazione a Ministeri “Revocare decreto compatibilità ambientale”

 

Fonte: Statoquotidiano

statue no energasManfrednia. ”Stamane a Manfredonia le statue parlavano: “Mettirece ‘u völe ‘nanze a l’ucchje”, il disperato appello di chi vive nella storia e nella memoria della Nostra Città e vede lo scempio ed il disastro che si avvicina.

La Città si è risvegliata accogliendo un messaggio del quale simbolicamente si sono fatti portavoce le statue presenti nelle nostre piazze, un invito a risvegliarci da un torpore in cui volutamente siamo stati catapultati. Da mesi ormai infatti i vertici dell’azienda Energas, consapevoli della loro impopolarità, della mancanza della ben che minima argomentazione in grado di conquistare il consenso della cittadinanza, incontrano imprenditori e politici nelle segrete stanze, tramando con essi contro l’interesse della Nostra Terra. In un mondo fatto di “salotti” l’azienda partenopea lavora silenziosamente (alla faccia della campagna di sensibilizzazione ed ascolto della città!) per raggiungere i suoi fini: si nasconde, come fa ogni buon alligatore prima di aggredire la preda malcapitata.

La strategia di Energas è quella di sfruttare le posizioni “feudali” detenute da alcuni “imprenditori” del nostro territorio per presentare alla Città un volto di benessere e buone intenzioni che non convince e che, anzi, male nasconde l’idea bassa e umiliante che della Città ha il colosso legato a Q8. Esempio lampante è l’accordo tra Sdanga ed Energas.

Il discutibile “affidatario” del Manfredonia calcio, come egli stesso si definì in tempi non sospetti, rifiutando l’accordo proposto dalla cordata “autoctona” capeggiata da Troiano, ha spalancato le porte a Menale e soci ed al loro progetto di invasione. Come si può accettare tale accordo economico rifiutando di assumersi le responsabilità che tale gesto comporta? Come si può nascondere il fatto che si vende al miglior offerente un pezzo importante ed amato della Città? Come si può nascondere la responsabilità di aver messo in mano ad un soggetto ostile alla Nostra Città un potente mezzo per cercare di ammansire l’opinione pubblica? Questa responsabilità potrà essere rifiutata da chi vuole nasconderla, ma noi fin da subito la riconosciamo e la rivendichiamo.

Allo stesso tempo l’iter burocratico avanza, Il CTR (Comitato Tecnico Regionale), dopo le iniziali obiezioni sul piano di sicurezza, ritenuto insufficiente, abdica e approva, mettendo l’ennesimo drammatico tassello su questo agghiacciante mosaico costruito senza legittimità, senza il consenso della popolazione. Dove sono le roboanti rassicurazioni di Emiliano? Dove sono finiti tutti quelli così sicuri dell’esito dei giochi da rimproverare i cittadini che “osavano” rivendicare il diritto a tenere alta l’attenzione e a monitorare il lavoro delle istituzioni?
Manfredonia ton u vole ‘ nnanz a l’ucchje… La rabbia che scaturisce da una condizione ingiusta, inaccettabile. Una condizione che priva della dignità e dell’autodeterminazione una intera comunità. Saremo ancora in piazza a rivendicare un ruolo che nessuno può assumere al posto nostro. La protesta.

La misura é colma: Manfredonia aepré l’ucchje. #NoEnergas”.

(Collettivo InApnea)

Fonte: Statoquotidiano

IMG-20160601-WA0034Nella giornata di sabato 28 maggio, presso la sede della locale Sezione della Lega Navale di Manfredonia, il personale della Capitaneria di Porto di Manfredonia e la presidenza della Lega Navale hanno svolto una conferenza rivolta a scolaresche, Associazioni, Circoli nautici e cittadinanza concernente la “Giornata nazionale L.N.I. della sicurezza in mare”, il tutto nell’imminenza dei grandi flussi balneari e diportistici della stagione estiva.

La Lega Navale è da sempre impegnata nella diffusione dell’educazione marinara nell’ambito di un sempre più sentito bisogno di sicurezza degli utenti del mare, stimolando con idonee iniziative propositive lo sviluppo dello spirito marinaresco, la cognizione di tematiche marittime, l’impegno per la tutela dell’ambiente.

Per tali finalità il Corpo delle Capitanerie di Porto e la Lega Navale operano in un’ottica di perfetta sintesi di impegno,  professionalità e amore per il mare.

IMG-20160601-WA0009La Capitaneria di Porto di Manfredonia, nella persona del Comandante C.F. (CP) Nicola LATINISTA, ha saputo immediatamente cogliere tale peculiarità del sodalizio nautico sipontino, e, con spirito sinergico, ha dato la sua disponibilità per rendere tale giornata ricca di suggerimenti e spunti utili per coloro i quali si rapportino con la balneazione, e con il mare in generale.

In tale occasione sono state illustrate le principali dotazioni di sicurezza delle unità da diporto nonché sono state svolte delle esercitazioni in mare con l’ausilio della dipendente M/V CP 717.

 

 

Manfredonia, 01.06.2016

pulizia spiaggia castello 2015

La Lega Navale Italiana, sez. di Manfredonia, e il Centro Cultura del Mare A.P.S., in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, la Capitaneria di Porto, l’Autorità Portuale, l’Azienda Servizi Ecologici, con la Commissione Ambiente Nazionale AICS e alcune classi dell’Istituto comprensivo “Perotto-Orsini” e dell’I.I.S.S. “Rotundi-Fermi” organizzano una giornata ecologica a tutela delle nostre spiagge e dei fondali marini:

 

“ Amo il mare e la mia città”.

 

La manifestazione mira a valorizzare il comportamento di quanti amano l’ambiente, che, se rispettato, porta ad una effettiva riduzione dell’inquinamento e dà un’immagine più significativa della bellezza di Manfredonia.

Per l’occasione l’A.S.E. ha messo a disposizione le opportune attrezzature (sacchi, guanti e cassonetti della differenziata) per continuare nell’azione di sensibilizzazione verso un maggiore senso civico e cura del decoro urbano.

Ogni anno tonnellate di rifiuti, tra cui molta plastica, lattine, bottiglie di vetro, mozziconi di sigarette finiscono in mare per incuria, negligenza, disinteresse e ignoranza.

 

Per salvare il mare fai un piccolo gesto:

 

Non abbandonare i rifiuti, lascia sulla sabbia solo le tue orme.

 

L’evento avrà luogo il 13 maggio presso la “Spiaggia Castello” di Manfredonia e un tratto di scogliera (Acqua di Cristo), a partire dalle ore 9.30.

 

La cittadinanza intera è invitata a partecipare.

 

 

Comunicato stampa: Lega Navale Italiana sez. di Manfredonia  e Centro Cultura del Mare

Centrale Biomasse

Sempre più alta e più viva è la preoccupazione dei cittadini di Foggia e Capitanata sull’assedio della città da parte di gas inquinanti, derivanti da centrali elettriche troppo spesso camuffate da energia da fonti rinnovabili, infatti la città a breve si troverà circondata da una cappa di CO2 (responsabile dei cambiamenti climatici), di NOx (ossidi di azoto), principali colpevoli di piogge acide; di SO2 (anidride solforosa) che per inalazione può causare edema polmonare; di Diossine e furani (PCDD + PCDF); di PM 10 ( polveri sottili); di PM 2,5 (polveri sottili) e di calore proveniente dalle centrali a biomassa, dagli inceneritori e dagli impianti a turbogas che in estate saranno tutti funzionanti , come si evince da notizie di stampa.

La città è circondata ed assediata da :

Candela: centrale turbogas della Edison da 400 MW elettrici e circa 1000 MW termici;

San Severo: centrale turbogas da 400 MW elettrici e circa 1000 MW termici con già in previsione il raddoppio ed intanto cominciano ad esserci i primi sforamenti nelle emissioni di atmosfera ;

Cerignola: inceneritore di rifiuti ospedalieri di Ecocapitanata

Manfredonia: Borgo Tressanti alla località Feudo della Paglia (presso Borgo Fonterosa) in agro di Manfredonia ma vicinissimo  Foggia e Cerignola un termavalorizzatore dell’ Eta ( Marcegaglia) da 16,8 MW elettrici e 61,9 MW termici che brucerà 100.000 tonnellate di CDR prodotto trattando la frazione secca separata e biostabilizzata dei rifiuti provenienti dagli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) di FG1 (Lesina), FG3 (Foggia), FG4 (Cerignola) e FG5 (Deliceto) (in funzione di prova);

l’inceneritore “Fenice” di Melfi, ai confini di Candela, che tanti danni ha fatto e fa in termini di inquinamento di aria, acqua e suolo nell’area a valle cioè l’Ofanto e l’area di Cerignola

l’ EnterraS.p.A» di Orio al Serio (BG), acquisita da «Belenergia» , metterà in funzione in estate una centrale a biomasse a Rignano Garganico Scalo, nel comune di Foggia, un impianto a biomasse vegetali “a filiera corta” da 13 Mw elettrici e circa 50 Mw termici da alimentare con 100-120.000 tonnellate di biomasse costituite da cippato di legna che dovrebbe provenire dalla pulizia dei boschi e da potature di oliveti e vigneti, dalle vinacce e dalla sansa vergine ed esausta, di cui almeno per il 40%, entro un raggio di 70 chilometri dall’impianto

S.Agata di Puglia ( località Viticone): centrale a biomasse della Agritre, Gruppo Tozzi, (Tozzi Renewable Energy) S.r.l. che consiste nell’installazione di una centrale termoelettrica da 80 MW termici e 25 ,2 MW elettrici a ciclo combinato, alimentata a biomasse vegetali solide (paglia e cippato), da realizzarsi nel territorio di Sant’Agata di Puglia, in località Viticone, ai confini con i comuni di Deliceto e Candela.

L’impianto è il più grande d’Italia per quanto riguarda impianti di cogenerazione a biomassa, che non sia CDR:
da progetto e secondo le norme legislative nessuna di queste centrali dovrebbe sforare i limiti di legge di emissione in atmosfera di inquinanti , la loro somma però diventa pericolosa per tutto il territorio tanto che è diventata una vera e propria aggressione al nostro territorio a favore dell’imprenditoria energetica, che è e sarà nel futuro sempre più disastrosa per gli abitanti e la terra dell’intera Capitanata. Tutto ciò è avvenuto nel totale disinteresse degli enti locali che, purtroppo per noi cittadini, per un pugno di posti di lavoro e per cercare di sistemare i loro bilanci in dissesto, senza tener conto della salute dei propri cittadini e non solo.
Si vuole ricordare che il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il consiglio comunale condivide questa responsabilità. I compiti del sindaco sono quindi comunque ampi, soprattutto il sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso, deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta.

Tonino Soldo 

Legambiente

Fonte: L’immediato

Aspettavamo risposte su questioni concrete come le numerose integrazioni richieste dal ctr della puglia in tema di sicurezza e prevenzione del rischio

manfredonia-calcio-no-energasEnergas vuole fare un uso politico del Manfredonia Calcio come, a suo tempo, fece Enichem

Manfredonia. ”Quali risposte Energas deve ancora dare sul suo progetto nel Golfo di Manfredonia? Tutela dell’ambiente, tutela della salute, lavoro, sicurezza. Quali risposte (avrebbe offerto,ndr)? Soldi, calcio e propaganda. Credevamo che la “campagna di sensibilizzazione” sul progetto di deposito gpl da parte della società napoletana dovesse occuparsi di ambiente, di città, di sviluppo economico e occupazionale. Aspettavamo risposte su questioni concrete come le numerose integrazioni richieste dal Comitato Tecnico Regionale della Puglia in tema di sicurezza e prevenzione del rischio. Energas aveva annunciato un confronto con la città attraverso un info-point che non è mai stato realmente aperto, aveva dichiarato l’intenzione di spiegare pubblicamente le proprie ragioni incontrando il fronte dell’opposizione al progetto senza averlo mai fatto: ora, per confermare ulteriormente le preoccupazioni dei cittadini, la propaganda di Energas abbandona ogni argomento razionalmente discutibile e si rifugia nelle sicure spiaggie propagandistiche del calcio commercializzato”. E’ quanto riportato in una nota odierna del Collettivo In Apnea di Manfredonia.

”L’ultima bomba, sparata non per vie ufficiali ma mediante numerose indiscrezioni che circolano sugli organi di stampa locali, parla addirittura di un interessamento dello “sponsor” napoletano all’acquisto di una parte del Manfredonia Calcio, struttura sportiva ormai agonizzante a causa della pessima gestione – secondo i referenti del Collettivo – dell’attuale presidente Sdanga, che abbiamo già denunciato a più riprese. Cinquecentomila mila euro sarebbe la somma promessa, i “trenta denari” sonanti che arriverebbero a sanare i conti del calcio sipontino e a comprare il ruolo della società nella condanna a morte della città”.

”Energas vuole fare un uso politico del Manfredonia Calcio come, a suo tempo, feceEnichem: confidiamo che i cittadini e le cittadine della città abbiano memoria e siano in grado di tirare le somme da soli. Energas sceglie il calcio nella speranza di dividere la città, energas sceglie il calcio perché sa che tra le mura dello stadio leggi liberticide e anticostituzionali perseguitano quei tifosi che si oppongono a chi usa il calcio offendendone i valori, energas sceglie il calcio perché conosce bene il ruolo importante che questi ha avuto nella politica cittadina ormai da decenni. E’ veramente difficile celare il risentimento, la rabbia e il furore che tale notizia crea nei confronti di chi ama la nostra città. L’amore della nostra città nei confronti del “pallone” è grandioso, ma non è cieco: consegnare lasocietà nelle mani di Energas significherebbe rimpinguare le casse del Manfredonia Calcio per qualche anno, ma solo finché servirà all’azienda napoletana come strumento di consenso… poi Energas – secondo i referenti del Collettivo – abbandonerà la squadra a morte certa”. ”Non permetteremo alla mano degli speculatori napoletani di poggiarsi sui colori della nostra squadra, sulla nostra terra. #NoEnergas!”.
Fonte: Statoquotidiano

L’architetto bisceglia: “prima dell’estate un intervento per la sicurezza nell’area”

chiancamasittoNello scorso marzo 2016 si è svolta una riunione sul tema in Prefettura

Monte Sant’Angelo/Manfredonia. ENTRO Giugno. Prima dell’Estate: è la data indicata a Stato dall’Architetto Giampiero Bisceglia, dirigente del ‘Settore Gestione del Territorio’ del Comune di Monte Sant’Angelo, per un intervento di ripristino della rete a protezione di un tratto di costa in località Chiancamasitto, già oggetto dell’intervento di “consolidamento costiero ‘Masseria Sansone’” nel 2009 (opere di cui al Pis Gargano Mis. 1.3, affidate al Consorzio naz. Coop. di Prod. e Lavoro Ciro Menotti di Ravenna, per un importo pari a 520mila euro – atto) e di precedenti messe in sicurezza. Da raccolta dati, il primo intervento nell’area risale a 17 anni fa, nel1999. Il Comune di Monte avrebbe ordinato al tempo a un privato – in qualità di proprietario di un terreno – di mettere in sicurezza un tratto di costa. Dal ’99 a oggi l’erosione sarebbe avanzata, oltre il già citato cedimento della recinzione realizzata nel 2009 a protezione dell’area.

“Al momento, come Ente comunale – precisa a Stato Quotidiano l’architetto Bisceglia – siamo impegnati per una situazione di pericolo in zona ‘Bacco a Mare’, località Macchia. Tenteremo, anche nell’attuale fase di gestione a cura della Commissione straordinaria, di stanziare dei fondi per la sicurezza del tratto di costa in località Chiancamasitto. Preciso come un’altro intervento in area ‘Baia del Monaco’ è in fase di autorizzazione”.

In precedenza. Facendo un passo indietro, da evidenziare come il già citato intervento di consolidamento costiero del 2009 aveva previsto la costruzione di un muro di contenimento per la difesa e l’incolumità pubblica di quanti “liberamente” accedevano “al demanio marittimo”. A seguito di sopralluogo tecnico esperito il 19 giugno 2009 dai tecnici del Comune di Monte Sant’Angelo già al tempo (vedasi ordinanza sindacale 31/19.06.2009) emerse che “a causa delle mareggiate e dell’erosione da agenti meteorici, lo stato dei luoghi” era “sensibilmente peggiorato in relazione alla tenuta statica del terreno costituente la falesia su cui corre il passaggio pedonale utilizzato per accedere alla spiaggia pubblica”.

Il problema falesie. Le problematiche relative al tratto di costa in località Chiancamasitto si correlano ai provvedimenti ed interventi relativi a tutte le falesie pugliesi, da tempo sotto il monitoraggio di Regione, Capitanerie e Comuni. Nel 2015, situazioni ad elevata pericolosità geomorfologica erano state rilevate in 34 dei 64 comuni pugliesi analizzati e 17 Amministrazioni avevano chiesto di avviare un’attività di concertazione per rivedere le ordinanze d’interdizione del transito, balneazione e pesca nelle zone a maggiore rischio.

Le ordinanze della Capitaneria. Nel 2014 il già Comandante della Capitaneria di porto di Manfredonia, Marcello Notaro, dopo un’iniziale provvedimento – che non aveva mancato di suscitare proteste tra gli operatori – con una nuova ordinanza ripristinò la balneabilità degli specchi acquei antistanti le spiagge di Baia del Monaco, Lido Macchia, Chiancamasitto, Lido Varcaro e Bacco a Mare, mentre il Comune di Monte, con altra ordinanza, riconobbe “la fruibilità delle relative spiagge imponendo delle distanze di sicurezza dal ciglio delle relative falesie”.

La tematica ha originato successivamente anche dei provvedimenti della Procura di Foggia(come ulteriori ordinanze per la ‘tutela’ delle attività degli operatori del settore).

falsesiegargano

Cartina Falesie Gargano (st)

Sicurezza aree costiere del Gargano, riunione in Prefettura nel marzo 2016. Si ricorda come nello scorso marzo 2016, presieduta dal Prefetto Maria Tirone, si è svolta una riunione, insieme ai Sindaci dei Comuni di Mattinata, Peschici, Vico del Gargano e Vieste, ai rappresentanti del Comune di Monte Sant’Angelo, della Capitaneria di Porto di Manfredonia, dell’Autorità di Bacino della Puglia e dei competenti Uffici della Regione Puglia, per “un aggiornato punto della situazione, rispetto a quanto convenuto negli analoghi incontri tenutisi lo scorso anno, sullo stato degli interventi e delle iniziative poste in essere per il miglioramento della sicurezza di accesso e balneazione delle coste garganiche, anche in vista della prossima stagione estiva”. Nel corso della riunione è emerso che, grazie all’opera sinergica messa in atto in questo anno dalle amministrazioni comunali, dagli Enti e Uffici coinvolti, nonché da alcuni operatori turistici, sono stati portati a termine numerosi interventi finalizzati alla riduzione e, in alcuni casi, alla eliminazione dello stato di pericolosità di aree costiere soggette a rischio frane o al distacco di rocce dalle retrostanti “falesie”. Inoltre, si è preso atto che le amministrazioni comunali presenti hanno tutte in corso di adozione o ultimato il piano comunale delle coste che, tra l’altro, contiene una mappatura dei rischi.

Era stato, altresì, preso l’impegno dai rappresentanti delle amministrazioni comunali presenti di effettuare entro i primi di aprile, e comunque prima dell’inizio della prossima stagione estiva, ”una ricognizione sulla segnaletica di pericolo esistente finalizzata al ripristino di quella mancante o danneggiata e di disporre la chiusura degli accessi abusivi a spiagge interdette a causa del rischio di caduta rocce dalle “falesie”. ai fini della individuazione delle parti di costa o di spiagge che, tuttora, devono essere interdette alla balneazione”.

 

Fonte: g.defilippo@statoquotidiano.it

 

croaziaParte la nuova caccia al tesoro, petrolifero. Terreno di sfida: il mare Adriatico. Due contendenti, Italia e Croazia. Un solo vincitore designato, la Croazia. Per abbandono preventivo del concorrente, causa timidezza. Inettitudine, secondo alcuni. Mentre noi ci trasciniamo da alcuni decenni tra dubbi ecologici e opposizioni locali l’enorme patrimonio di petrolio e gas del Mare Adriatico si avvia dunque ad avere un nuovo padrone: Zagabria. Che dopo anni di riflessione ora vuole far presto. Molto presto. Tant’è che la marcia prosegue tappe forzate.

La prima fase, quella delle esplorazioni, si è conclusa ad opera della società specializzata norvegese Spectrum. E nei giorni scorsi il governo croato ha fatto outing: vicino alle sue coste, ma anche nella enorme area marina condivisa con l’Italia, c’è un vero tesoro. E sarà la Croazia – promettono e sostengono – a dare fondo alle estrazioni e relativi affari. Già da aprile i primi bandi internazionali tra le grandi società petrolifere. Tutti i maggiori player si sono detti interessati, e hanno già acquisito la documentazione di base.

Anche la nostra Eni? Dal cane sei zampe, che in Adriatico ha quel poco di piattaforme petrolifere attive ereditate dai tempi migliori, viene un sì a denti stretti, sull’onda di una futura attività che sarà nel caso messa al servizio, nelle stesse aree, di un altro paese. Un paese, vale la pena ricordarlo, che è appena entrato nell’Unione europea, che è obbligato a dimostrare a Bruxelles di poter riequilibrare i suoi conti un po’ traballanti. E che ha la ferma intenzione di diventare ricco, o almeno un po’ più ricco, proprio con questo business.

Potenziale “consistente”
I dati sulla morfologia del sottofondo marino raccolti lungo 15mila chilometri quadrati al largo della costa adriatica croata «indicano l’esistenza di giacimenti molto consistenti», ha appena affermato a Spalato il ministro dell’economia croato, Ivan Vrdoljak. Che conferma l’imminenza dei primi bandi di gara rivolti agli operatori internazionali. Anche se – precisa – il governo deve ancora stabilire il prezzo delle concessioni, definire la mappa delle superfici in cui saranno divise e perfino i criteri con i quali gli affidamenti saranno vagliati. Il governo di Zagabria è comunque impegnato in una progressiva revisione della disciplina delle concessioni nel segno della liberalizzazione e della semplificazione, proprio per oliare i nuovi affari.

Le potenzialità del business? « Miliardi di dollari per le entrate dello Stato» azzarda il ministro dell’economia. Di più: la Croazia potrebbe essere uno dei pochi paesi europei che possiedono più risorse di petrolio e gas del loro fabbisogno «tanto da poter diventare entro la fine di questo decennio una piccola Norvegia, proponendosi come hub energetico per l’intero quadrante europeo». Con giacimenti «potenzialmente enormi – conferma il presidente della Spectrum, Rune Eng -. Anche perché, al di là delle quantità di idrocarburi che sembrano esistere nell’area, si tratta di un mare non molto profondo che consente una riduzione notevole dei costi delle piattaforme per l’estrazione rispetto ad altre parti del mondo come l’Africa o il Brasile».

Le rassicurazioni di Bruxelles
Tanto attivismo non piace, naturalmente, a chi qui da noi è impegnato a frenare le attività petrolifere. La deputata di Sel, Lara Ricciatti, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai nostri ministri degli Esteri e dello Sviluppo chiedendo di chiarire la posizione del governo sulle possibili conseguenze delle attività petrolifere annunciate dalla Croazia. Iniziative «con un potenziale dirompente, al punto di vanificare – sostiene la parlamentare – il buon lavoro per la costruzione della macroregione Adriatico ionica fatto negli ultimi anni» anche «per salvaguardare l’area adriatica da possibili rischi di inquinamento».

L’eurodeputato del Pd Andrea Zanoni chiama in causa direttamente la Commissione europea denunciando «la pericolosità dei metodi impiegati» dalla Spectrum per le prospezioni in Adriatico «con l’emissione ogni 10 secondi di un muro di onde sonore di 240-260 decibel che rappresentano una fonte di inquinamento acustico subacqueo con possibili effetti negativi sul prezioso ecosistema marino». Ha subito risposto il commissario Ue all’ambiente, JanezPotocnik. Che rassicura: gli Stati membri, dunque anche la Croazia, «devono adottare provvedimenti che vietino di perturbare deliberatamente le specie marine rigorosamente tutelate come cetacei e le tartarughe, in conformità con la direttiva habitat».

La Commissione Ue fa comunque sapere che vigilerà con rigore. Gli strumenti ci sono tutti. Dopo il disastro del Golfo del Messico nel maggio dello scorso anno il Parlamento europeo ha infatti approvato un rapporto che impone nuovi standard di sicurezza nelle operazioni offshore. Sono previste in particolare norme che obbligano le aziende a provare la loro capacità di coprire i danni potenziali eventualmente derivanti dalle attività di estrazione. E deve essere comunque presentata una relazione sui possibili pericoli e sulle soluzioni da adottare prima che le operazioni possono cominciare. Le società petrolifere sperano. Gli ambientalisti incrociano le dita.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-13/adriatico

IN PIAZZA DEL POPOLO SABATO 2 E DOMENICA 3 APRILE

m5s-vota-si-referendumNello stesso tempo continua la raccolta firme contro l’installazione del deposito di GPL “Energas”

Manfredonia. Il Movimento 5 Stelle di Manfredonia sarà in Piazza del Popolo sabato 2 e domenica 3 aprile, dalle ore 10:30 alle ore 13:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:30, con uno stand per informare i cittadini circa il referendum abrogativo del 17 aprile, riguardante le trivellazioni in mare.
In merito a questo referendum alla domanda che i cittadini troveranno stampata nella scheda “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?” il Movimento 5 Stelle esorta a votare SI, per una serie di motivi:
– La ricchezza del nostro Paese non è il petrolio
– Ci guadagnano solo le compagnie petrolifere
– Le trivelle non risolvono i nostri problemi energetici
– Mettiamo in pericolo il mare per un pugno di barili
– Una perdita di petrolio in mare sarebbe un disastro
Nello stesso tempo continua la raccolta firme contro l’installazione del deposito di GPL “Energas”.

MOVIMENTO 5 STELLE MANFREDONI

Fonte: Statoquotidiano