giandolfi energas“Chi ha orecchi per intendere intenda, perchè noi siamo convinti che “il dardo scoccato non ritorna indietro” e che la macchina non si fermerà nella prossima riunione del 22/10/2015 presso il MINISTERO ALL’AMBIENTE A ROMA”

Manfredonia. ”La scarsa pubblicità degli atti approvati dalla pubblica amministrazione (..) pone in seria difficoltà lo stesso Sindaco e la giunta,perchè non riescono ad informare i cittadini, nemmeno sui provvedimenti più importanti licenziati. L’ultimo in ordine di tempo (diritto di critica autore messaggio,ndr) l’approvazione della delibera di C.C. nella seduta del 17/09/2015 con la quale tutti i consiglieri presenti, quasi alla unanimità, hanno espresso la netta opposizione all’insediamento dell’impianto di G.P.L. (ENERGAS) in località “SPIRITICCHIO”.

Al contrario, però, nel contempo non si può sottacere su alcune osservazioni in ordine ad una eventuale richiesta di danni procurati alla stessa società dette in altre occasioni, ripetute nella suddetta seduta e da noi “CRISTIANI UNITI”, per amore di verità, denunciate in una nota già precedentemente pubblicata sulla Gazzetta di Capitanata. (….) noi “CRISTIANI UNITI” invitiamo tutta la cittadinanza a non abbassare la guardia, perchè non è escluso la presenza in loco di una regia occulta che sa muovere i fili in direzione opposta a quella approvata e che, attraverso la ” VIA LATTEA”, possa fare realizzare il sogno dell’Energas, additando il tutto a fattori esogeni il cambio di rotta. Chi ha orecchi per intendere intenda, perchè noi siamo convinti che “il dardo scoccato non ritorna indietro” e che la macchina non si fermerà nella prossima riunione del 22/10/2015 presso il MINISTERO ALL’AMBIENTE A ROMA”.

(messaggio, 19 ottobre 2015)

Fonte: Statoquotidiano

CAONS osservazioni Energas

Pubblicato il: 15 ott 2015 - Da Webmaster

Commissione Europea per l‘Ambiente
DG ENV — Direzione generale dell‘Ambiente
Direttore generale CALLEJA CRESPO Daniel
Sig. Leiner Stefan
Biodiversità
Avenue de Beaulieu 5/Beaulieulaan 5 1160 Bruxelles/Brussel Belgique

 

Oggetto: osservazioni nell‘ambito delle procedure e dei pareri adottati: progetto di deposito costiero di GPL nel comune di Manfredonia (FG), considerati dalla Direttiva Seveso III “a rischio di incidente rilevante” proponente Energas Spa.

La presente è trasmessa per sottoporre alla V/S autorevole Commissione le opportune valutazioni.
NATURA CREA – ENERGAS DISTRUGGE
A proposito del progetto di installazione di un deposito di GPL in località ―S. Spiriticchio‖ nel comune di Manfredonia, sono state intraprese diverse iniziative di denuncia da parte della LIPU coord. Puglia, in riferimento alla procedura di VIA e contestuale atto di significazione per inadempienze nell‘ambito della medesima procedura‖; e di un significativo numero di associazioni, tra cui il WWF e noi stessi circa l‘aratura dei terreni compresi in zone protette (estate 2015).
Con le presenti associazioni, vogliamo soffermarci su alcuni aspetti che fino ad ora sono stati poco evidenziati. In particolare, in questo scritto faremo delle riflessioni di natura ecologica, ambientale e paesaggistica. Il terreno di cui trattasi rientra in un vasto territorio di aree protette e c‘é la possibilità che venga lavorato e utilizzato distruggendo l‘habitat esistente.
Il deposito di GPL, unitamente al collegamento ferroviario e parte del gasdotto, sarà ubicato in area ZPS (zona di protezione speciale) IT9110039 ―Promontorio del Gargano‖; nonché in area SIC (Siti di importanza Comunitaria) IT9110008 ―Valloni e Steppe Pedegarganiche‖; oltre che in aree vincolate dal PUTT/P (Piano Urbanistico Territoriale della Puglia) e in un quadro vincolistico previsto dal PPTR ( Piano Paesaggistico della Puglia).
Inoltre, è contiguo al confine del Parco Nazionale del Gargano, che di certo subirà i condizionamenti in ordine agli effetti paesaggistici, territoriali e di conservazione delle risorse in genere. Madre Natura ci ha dotati di luoghi che, dal punto di vista ambientale, hanno una valenza internazionale.
Il sito in questione è anche coinvolto intensamente dal fenomeno stanziale e migratorio. L‘area di Monte Aquilone e il sito in esame rappresentano un importante crocevia di spostamenti migratori lungo la dorsale Adriatica e verso il vicino Gargano.
Ciò integra un interesse aggiuntivo in ragione del sostegno trofico anche a specie migratrici; in particolare per alcune specie di rapaci del genere Circus quali Falco di palude, Albanella minore, Albanella reale, e per altre come Poiana, Biancone, Falco cuculo, Pecchiaiolo etc.
Citiamo, inoltre, alcune specie di uccelli, di importanza faunistica, gravitanti nell‘area poiché nidificanti nel sito in questione o a breve distanza: Lanario, Grillaio, Cicogna bianca, Ghiandaia marina, Gruccione, Biancone, Occhione, Averla cenerina, Averla capirossa, Monachella, Alaudidi (Calandra, Calendrella, Cappellaccia, Allodola etc.), Barbagianni, Civetta.
La costruzione del deposito di GPL incide negativamente e direttamente sulla locale popolazione di Alaudidi, di Occhione e sulla fauna ―minore‖ sottraendo un‘area riproduttiva. Altresì, sottrae una preziosa area trofica utilizzata sia da specie che si riproducono nella zona che da migratori durante il periodo di passo fino a specie svernanti come Chiurli e Poiane.
A tutto ciò si deve aggiungere l‘effetto indiretto di perturbazione sulla fauna selvatica determinando disturbo e maggiore difficoltà nell‘uso spaziale delle risorse territoriali rimanenti, sia per la irruzione di un elemento estraneo e ostacolante in un areale utilizzato per le esigenze ecologiche, sia per effetti indotti dall‘antropizzazione, movimentazione dei mezzi (anche con il tracciato ferroviario di Km.1,8 in area protetta) e inquinamento luminoso.
Ci fermiamo qui senza analizzare le conseguenze che la costruzione del deposito di GPL dell‘Energas porterebbe sulla flora la cui varietà è da considerarsi alquanto elevata, sui rettili, sugli insetti e sulla piccola fauna.
Eppure l‘art. 1.2 del PPTR Puglia approvato con D.G.R. 176 il 16/02/2015 così recita:
―Il PPTR persegue, in particolare, la promozione e la realizzazione di uno sviluppo socio-economico sostenibile e durevole e di un uso consapevole del territorio regionale, anche attraverso la conservazione ed il recupero degli aspetti e dei caratteri peculiari della identità sociale, culturale e ambientale, del territorio regionale, il riconoscimento del ruolo della biodiversità, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati e coerenti, rispondenti a criteri di qualità e di sostenibilità‖.
Comunque, ancor prima del PPTR Puglia, esiste un gran numero di leggi e/o disposti e/o normative, a vari livelli: Europeo, Nazionale e locale, che sanciscono la difesa di territori riconosciuti e valorizzati con una disposizione legislativa o con un provvedimento amministrativo di imposizione del vincolo paesaggistico, da proteggere e valorizzare come le ZPS (Zone di protezione speciale) o le SIC (Siti di interesse Comunitario), etc.
Nel nostro caso ci troviamo di fronte a zone ZPS e SIC che si pongono in un contesto di ―area prossima‖ alle seguenti ulteriori aree di valore naturalistico:
– ZPS / IT9110007 ―Palude di Frattarolo‖ anche Riserva Naturale dello Stato e Parco Nazionale del Gargano;
– SIC / IT9120011 ―Valle Ofanto – Lago Capacciotti‖;
– Parco Nazionale del Gargano nonché il Parco Regionale del fiume Ofanto;
– SIC / IT9110005 ―Zone umide di Capitanata‖ che è uno dei più grandi sistemi di zone umide d‘Italia.
E ancora, se guardiamo ―l‘area vasta‖, dobbiamo registrare anche la vicinanza con:
– SIC / IT9110009 ― Valloni di Mattinata e Monte Sacro‖;
– SIC / IT9110014 ― Monte Saraceno;
– ZPS / IT9110006 ― Saline di Margherita di Savoia‖ Riserva Naturale dello Stato , che rientra tra le zone umide del territorio pugliese tutelate a livello internazionale attraverso la Convenzione di Ramsar.
E se tutto ciò non bastasse, aggiungiamo che sul golfo di Manfredonia si affacciano Monte S. Angelo e poco distante, Castel del Monte che sono stati dichiarati ―Patrimonio dell‘UNESCO‖.
La costituzione italiana, all‘art. 9, così recita: ― La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione‖
Con la costruzione del deposito di GPL si distrugge assolutamente il paesaggio della zona per cui si andrebbe contro la Costituzione.
Sarebbe il caso di dire: ―La Natura crea e l‘ Energas distrugge‖.
Nella storia italiana è capitato spesso che si sono raggirate le leggi per arricchirsi alle spalle dei cittadini che sono costretti a subire le conseguenze di decisioni errate.
Dalla sentenza del Consiglio di Stato – Sezione Sesta – N.01674/2013 del 26/03/2013 – si riporta: …. Il D.Lgs. n. 152 del 2006 (recante disposizioni in materia ambientale) prevede all‘art. 22, comma 3, che lo studio di impatto ambientale deve, tra l‘altro, contenere le informazioni utili ad individuare e valutare ―i principali impatti sull‘ambiente e sul patrimonio naturale che il progetto può produrre, sia in fase di realizzazione che di esercizio‖. Tali inequivoci dati normativi non lasciano dubbi sul fatto che in sede di valutazione di impatto ambientale le valutazioni di competenza del Ministero per i beni culturali ed ambientali devono riguardare ―una proiezione spaziale più ampia rispetto alle aree specificamente sottoposte al vincolo paesaggistico: non rileva la perimetrazione del vincolo paesaggistico in sé e per sé considerato, ma quella di ogni componente dell‘ambiente in grado di evidenziare ogni possibile pregiudizio che l‘esecuzione potrebbe causare sull‘ambiente ( da intendere unitariamente come biosfera, per tutte le sue componenti riguardanti il territorio e tutto ciò che rientri nella sovranità dello Stato) ed il paesaggio (inteso non soltanto come aree sottoposte al vincolo paesaggistico: ved. gli articoli 131, comma 1, e 135, comma 1)…‖
In base a questa sentenza si deve prendere in considerazione non solo ―l‘area prossima‖ ma ―anche ‖l‘area vasta‖. Dobbiamo concludere che, con la costruzione del deposito di GPL, si va contro le leggi, le normative e i vincoli esistenti che non vengono rispettati, ma, ancora peggio, si va contro la Costituzione. Il tutto in dispregio della volontà popolare che si è espressa in vari momenti e in diversi modi contro tale progetto.
É evidente che ci troviamo di fronte ad un sistema legale di protezione dell‘ambiente talmente chiaro e completo da favorire uno sviluppo sociale in armonia con la natura. Invece, la realtà è che bisogna vigilare sempre per evitare che si commettano scempi, disastri, prevaricazioni e speculazioni.
L‘Assessorato alla Qualità dell‘Ambiente – Servizio Ecologia – della Regione Puglia in alcune sue considerazioni sulla valutazione ambientale proprio a riguardo al progetto di GPL Energas in località ―S. Spiriticchio‖, sosteneva, a proposito delle citate zone SIC e ZPS:
―Questi siti rappresentano uno degli ultimi ambiti significativi di habitat ad elevato interesse conservazionistico e di specie gravemente minacciate a livello nazionale ed europeo. La ZPS è infatti, una delle importanti aree steppiche italiane e importante serbatoio di biodiversità. Sono
presenti moltissime specie di uccelli alcune delle quali di interesse comunitarie tra cui si citano: la Gallina Prataiola, il Grillaio, il Falco Cuculo, la Calandra, ecc.”.
Inoltre, da diversi anni in un‘area poco distante dalla suddetta zona (circa 500 metri), nidificano alcune coppie di cicogne e dalla foto allegata si evince chiaramente che anche per questa specie il sito rappresenta un‘oasi tranquilla di sosta e di foraggiamento.
Sul sito interessato dal deposito di GPL ricadono habitat naturali e specie prioritarie per cui nel rispetto delle leggi vigenti l‘intervento può essere realizzato solo per esigenze connesse alla salute dell‘uomo o della sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l‘ambiente, oppure previo parere della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (DPR 120/2003, art. 6, comma 10). In tutti gli altri casi (motivi interesse privato o pubblico non rilevante), si esclude l’approvazione.
Nelle zone limitrofe sono in atto progetti Life – Rete Natura 2000 della Comunità Europea allo scopo di inserimento e ripopolamento di specie botaniche e fauna, per cui non si comprende l‘insistenza a voler deturpare zone protette localizzate ai confini della ben nota e importante Riserva Naturale del Parco Nazionale del Gargano. A nostro parere è assolutamente improponibile e impensabile la realizzazione del progetto presentato dall‘Energas.
A sostegno di quanto le leggi prevedono e regolamentano e da noi evidenziato nelle presenti osservazioni, riportiamo un pensiero di Papa Francesco tratto da ‗Laudato Si’ – Enciclica sulla cura della casa comune-.
“…Quando si analizza l’impatto ambientale di qualche iniziativa economica, si è soliti considerare gli effetti sul suolo, sull’acqua e sull’aria, ma non sempre si include uno studio attento dell’impatto sulla biodiversità, come se la perdita di alcune specie o di gruppi di animali o vegetali fosse qualcosa di poco rilevante. Le strade, le nuove colture, le recinzioni, i bacini idrici e altre costruzioni, vanno prendendo possesso degli habitat e a volte li frammentano in modo tale che le popolazioni animali non possono più migrare né spostarsi liberamente, cosicché alcune specie vanno a rischio di estinzione…”
Distinti Saluti

Manfredonia, 15-10-2015

CAONS osservazioni Energas 2

Ferrovia in zona ZPS

Allegato3

A cura della nave oceanografica ‘minerva uno’

Minerva Uno

N/O ‘Minerva Uno’ (ph sopromar)

Lo rende noto la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Manfredonia attraverso la pubblicazione di un bando di pericolosità

Manfredonia. TERMINERANNO il 05 novembre 2015 i campionamenti nelle acque ricadenti nel Circondario marittimo di Manfredonia a cura della Nave Oceanografica ‘Minerva Uno’. Gli stessi campionamenti sono partiti il 07.10.2015. Lo rende noto la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Manfredonia attraverso la pubblicazione di un bando di pericolosità. La Campagna oceanografica è denominata ‘Sand 15′ e sarà effettuata attraverso l’utilizzo della N/O Minerva Uno.

Da raccolta dati (fonte: http://www.sopromar.it) ”La nuova nave da ricerca Minerva Uno (ex Universitatis), progettata e costruita in A.T.I. dalla SO.PRO.MAR. S.p.A., è stata acquisita nel maggio 2010 dalla So.Pro.Mar. Spa a seguito di aggiudicazione d’asta indetta dal primo proprietario CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare) e si colloca per dimensioni tra le principali imbarcazioni da ricerca europee operanti nel Mar Mediterraneo. La versatilità, assicurata dalla dotazione nautiche e dalle apparecchiature scientifiche, atte a condurre indagini dei vari ambiti tematici delle scienze del mare, è basata sull’adozione di un sistema modulare di diversi laboratori mobili che integrano quelli fissi. La nave è inoltre progettata per campagne di pesca scientifica, caratteristica innovativa nel panorama delle imbarcazioni da ricerca oceanografiche italiane. La presenza a bordo di un’imbarcazione ausiliaria, permette di operare dalla battigia fino al mare aperto”.

Redazione Stato Quotidiano

consiglio comune manfredonia

“La presente deliberazione di interpretazione autentica non comporta modifica” in ogni modo “agli atti di PRG vigente”

Manfredonia. COME anticipato, con delibera n.27 del 17.09.2015, il Consiglio comunale di Manfredonia ha approvato la seguente interpretazione autentica dell’ art. 44 delle NTA del vigente PRG (Piano regolatore generale): “Le zone D3E sono parti del territorio interessate da complessi industriali di tipo non inquinante, esistenti o già approvati, ovvero non sono autorizzabili insediamenti industriali che per dimensione, caratteristiche delle sostanze trattate e per il rischio di incidente rilevante derivante dall’utilizzo di sostanze pericolose, ai sensi della normativa vigente in materia, siano comunque da considerarsi nocivi e quindi di tipo inquinante”.
“La presente deliberazione di interpretazione autentica non comporta modifica” in ogni modo “agli atti di PRG vigente”.
Redazione Stato Quotidiano

no triv no energas

Puglia No Triv: il presidente del Consiglio regionale pugliese Mario Loizzo apre una fase di confronto, dialogo e collaborazione dell’Assemblea con il sistema delle autonomie locali, in vista dell’iniziativa referendaria promossa dai Parlamenti regionali, che se ritenuta ammissibile chiamerà l’elettorato ad esprimersi sull’abrogazione delle norme nazionali che favoriscono le trivellazioni in mare.
Il 30 settembre, com’è noto, i delegati di dieci Consigli regionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) hanno consegnato alla Corte di Cassazione le deliberazioni delle rispettive Assemblee che chiedono un referendum abrogativo dell’art. 35 del Decreto “Sviluppo” e di parti dell’art 38 del Decreto “Sblocca Italia”.
Loizzo ha inviato il testo ufficiale dei sei quesiti al presidente ANCI Puglia sen. Luigi Perrone e a tutti i sindaci, con una nota esplicativa delle proposte referendarie. “Ho inteso aprire in tal modo una fase di corretta informazione delle Amministrazioni locali – fa presente – dichiarando nello steso tempo la più ampia disponibilità, insieme all’intero Ufficio consiliare di Presidenza, nei riguardi di ogni attività o iniziativa che gli Enti Locali vorranno intraprendere”.
Le Regioni, ricorda Loizzo, hanno attivato il procedimento regolato dall’art. 75 della Costituzione, che ove i quesiti superassero l’esame formale della Cassazione e il giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale, convocherà gli elettori alle urne per decidere sull’abrogazione delle norme indicate nelle richieste.
“Se la decisione della Consulta dovesse indirizzarsi verso l’esito che tutti auspichiamo, è evidente – secondo il presidente Loizzo – che nei territori dovrà attivarsi un serio impegno da parte di tutte le forze politiche, per sensibilizzare i cittadini sull’esigenza di recarsi alle urne per pronunciarsi sul destino del mare, dei litorali, delle attività marittime e dell’economia turistica della Puglia”. Da qui l’opportunità informare tempestivamente e coinvolgere le municipalità e i cittadini

Fonte: Statoquotidiano

Lettera aperta 4-10-2015

Pubblicato il: 04 ott 2015 - Da Webmaster

Spett.le Presidente Regione Puglia
Michele Emiliano

Spett.le Sindaco Comune di Manfredonia
Angelo Riccardi

Oggetto: Lettera aperta

Aratura SpiriticchioAlcuni giorni fa stavamo facendo una passeggiata nella zona “Posta Spiriticchio” lungo la strada ci siamo imbattuti in un gruppo di operai (maciaroli) impegnati a ripristinare dei muretti a secco. Tra noi si commentava con piacere circa la presenza dei muretti a secco in quel luogo e di come si inserivano in modo armonico con l’ambiente circostante.
Proseguendo, a qualche chilometro di distanza, ci siamo trovati di fronte a una vasta zona arata, vero scempio operato, sicuramente, in modo maldestro da qualcuno che non sa di trovarsi in zona dichiarata ZPS e/o SIC.
Facendo mente locale, ci rendiamo conto che si tratta proprio del terreno che l’ENERGAS vuole utilizzare per l’installazione di un mega deposito di GPL.
Riflettendo su quanto stavamo vedendo ci siamo resi conto che l’aratura effettuata ha causato un grave danno a siti considerati dalla Comunità Europea di importanza prioritaria per la conservazione e protezione di varie specie di fauna e flora. In quella zona sono presenti aree classificate ZPS (zone di protezione speciale) e SIC (siti di importanza comunitaria) “Valloni e Steppe Pedegarganiche”. L’aratura ha distrutto questa ricchezza.
Ma non è proibito eseguire tali interventi?
Se si, invitiamo chi di dovere ad intervenire per contestare, per vie legali, all’ENERGAS l’accaduto e faccia applicare la legge.
Amareggiati da quanto visto torniamo e ci ritroviamo, ben presto, nei pressi dei muretti a secco, recuperiamo un po’ di umore e ci soffermiamo a parlare con ben 10 operai diretti dal sig. D’Apolito Matteo, titolare della Cooperativa Euro2000 di Mattinata.
Il ripristino di questi muretti tradizionali è stato reso possibile grazie alla misura 216 – azione 1 riportata nella D.G.R. n. 1936 de 2 ottobre 2012, pubblicato sul B.U.R.P. della Regione Puglia del 10-10-2012 “Ripristino muretti a secco” del Programma di Sviluppo Rurale per la Puglia. L’intervento mira a salvaguardare e migliorare il paesaggio agrario e a conservare elementi naturali e semi-naturali.
Ci siamo rinfrancati e abbiamo gioito sia nell’ammirare il ripristino dei muretti in modo tradizionale (a secco) e sia perché abbiamo constatato che l’esecuzione di tali lavori abbellisce il paesaggio e contestualmente stava dando lavoro a ben 10 operai, esperti nella lavorazione della pietra.
Ci auguriamo che, in futuro, possano esserci molti di questi lavori e che si possano preparare altre disposizioni per recuperare attività artigianali tipiche della nostra zona prima che si perdano del tutto.

Manfredonia 04/10/2015

Loc. Spiriticchio Energas S.p.A (from WWF – CSN)

A cura del collettivo inapnea & movimento studentesco cittadino, 3 ottobre 2015

collettivo inapnea

“Negli incontri organizzativi pre-manifestazione è subito fuoriuscita la voglia e la necessità di coinvolgere anche le amministrazioni comunali del foggiano”

Manfredonia. ”E’ incredibile quanto una lotta comune possa accomunare le coscienze. Oggi è stata scritta un’altra giornata storica per la lotta all’installazione del deposito gpl a Manfredonia. In mattina una fiumana immensa di ragazzi ha manifestato per le vie della città, esprimendo la sua posizione di netta contrarietà al progetto. Si tratta di un’immensa soddisfazione e di un grande risultato per diversi motivi. Anzitutto, il movimento studentesco ha mostrato di aver sviluppato una grande e consapevole coscienza politica su un grande tema che attanaglia la città, manifestando in piazza la propria visione del mondo, la propria visione di sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile, a discapito delle nefandezze industriali che i questi anni si sono compiute nel nostro territorio, e che si vogliono ancora compiere; si è spazzato via anche il solito cliché che ottenebra la visione delle manifestazioni studentesche, spesso additate come momento per evadere dalle mura scolastiche, più che per le tematiche che in esse si affrontano. Alla cittadinanza essi si rivolgono per le prossime attività extrascolastiche, chiedendo apertamente una collaborazione con gli altri cittadini che tengono a cuore il futuro dei loro figli.
Gli altri grandi risultati del corteo cittadino guardano alla prospettiva di lotta più ampia e generale; lo scambio di idee ed informazioni, la sana rabbia della città nei confronti dell’indifferenza di Marino e compagni nell’ignorare il volere della cittadinanza, ostinandosi ad interloquire solo con l’amministrazione comunale, la spigliatezza nell’utilizzo (per una volta consapevole) del social network, ha permesso di far arrivare le voci del dissenso sipontino nel cuore dell’azienda napoletana; E’ stato infatti realizzato un Facebook bombing, sulla pagina Facebook di Energas S.P.A., con il motto “Manfredonia non vuole il deposito gpl #noenergas”. Dopo questa azione di attivismo virtuale, i vertici di Energas non possono più ignorare il volere della città.
Lo spontaneismo studentesco è inoltre arrivato a formulare un processo di collaborazione, di allargamento del fronte di lotta anche ai Comuni del circondario. Negli incontri organizzativi pre-manifestazione è subito fuoriuscita la voglia e la necessità di coinvolgere anche le amministrazioni comunali del foggiano, realizzando una lettere in cui si chiede di “adottare l’O.d.G. con cui il nostro comune si è pronunciato contrario e di sostenerlo nella maniera più possibilmente trasversale agli schieramenti politici e unanime. È il momento di lottare per il nostro futuro, è il momento di lottare per la nostra terra: noi non ci tiriamo indietro. E voi?”.
Lettera degli studenti ai Sindaci del Gargano: diciamo no ad Energas!. ”Siamo studenti e studentesse di Manfredonia e del circondario, abbiamo scelto di scrivervi per parlarvi di un tema che ci ha spinto a calpestare ancora una volta con convinzione le piazze. Abbiamo scelto di scrivervi perché la nostra città è oggetto di mire speculative da parte della multinazionale Q8 per mezzo della sua azienda partner Energas S.p.a. : nella nostra città è in progetto la costruzione di un mega deposito di GPL in località Spiriticchio e con esso di un gasdotto di circa 10 km che collegherà il deposito al molo industriale. Il luogo dove questo scempio ambientale dovrebbe avvenire è una zona SIC-ZPS d’immenso valore naturalistico ed a ridosso dell’Oasi Lago Salso: se questo disastro dovesse abbattersi su quel territorio per l’ennesima volta la nostra terra sarebbe deturpata e privata del suo potenziale turistico.
Il Golfo, che non è un bene soltanto della nostra città, ne uscirebbe compromesso nella sua bellezza e nell’integrità del suo habitat naturale: un habitat che con la sua ricca pesca costituisce un prezioso indotto su tutto il territorio. La nostra terra si esporrebbe al pericolo mortale di incidenti, all’impoverimento delle sue principali attività, ad un ennesimo saccheggio travestito da industrializzazione senza una vera ricaduta occupazionale. Non siamo nimby: non vogliamo questa opera nel nostro territorio, ne nel territorio di qualche comune confinante. La nostra terra è ricca di energie rinnovabili e possiede già una rete di gas metano, mentre il deposito gpl che si intende costruire tornerà utile solo a chi ci speculerà sopra. Crediamo che la nostra terra abbia enormi potenzialità turistiche e agroalimentari: ogni attività deve inserirsi in un contesto di ecocompatibilità ed ecosostenibilità. Abbiamo intrapreso questa lotta non perché siamo pregiudizialmente contrari a questo modello di sviluppo, ma perché questo modello di sviluppo è stato costruito contro di noi e contro la nostra possibilità di costruirci un futuro. La Regione Puglia ha annunciato di volersi pronunciare contraria ed il Consiglio Comunale di Manfredonia, anche per merito della straordinaria mobilitazione che si è sollevata in questi mesi, si è pronunciato unanimemente in posizione nettamente contraria. Vi chiediamo di adottare l’O.d.G. con cui il nostro comune si è pronunciato contrario e di sostenerlo nella maniera più possibilmente trasversale agli schieramenti politici e unanime. È il momento di lottare per il nostro futuro, è il momento di lottare per la nostra terra: noi non ci tiriamo indietro. E voi?”.

(A cura del Collettivo InApnea & Movimento studentesco cittadino, 3 ottobre 2015)

Fonte: Statoquotidiano

L’intervento partecipativo di alcune fazioni politiche, previsto durante il dibattito in piazza del popolo e atteso da alcuni organizzatori, non ha invece avuto luogo

Corteo studentesco Manfredonia

“Se sentite di stare nel giusto, andate avanti senza alcun timore” è stato lo slogan principale della mobilitazione

Manfredonia. Il collettivo ‘InApnea‘ porta in strada gli studenti. Che scendono in piazza, letteralmente, partendo dall’Istituto ITC Toniolo alle 9,30 e arrivando davanti a Palazzo San Domenico, circa un’ora dopo. La mobilitazione, proponendosi di manifestare le opinioni e il dissenso della gioventù sipontina contro l’installazione dell’impianto GPL da parte dell’ormai famosa Energas, ha visto la partecipazione di studenti riuniti da tutte le scuole manfredoniane. Circa un terzo dei frequentanti di ciascun istituto si è infatti presentato all’incontro.
L’intervento partecipativo di alcune fazioni politiche, previsto durante il dibattito in Piazza del Popolo e atteso da alcuni organizzatori, non ha invece avuto luogo. Il corteo, pensato come parte di una lotta di più ampio raggio, si è svolto secondo le più pacifiche procedure rivoluzionarie: striscioni, un po’ di fumo, qualche coro. E in generale, la partecipazione cospicua e non caotica dei ragazzi è riuscita a imporsi alla curiosità dei cittadini anche meno informati. Niente da dire sull’importanza che il parere e l’informazione dei giovani potrebbero avere nella faccenda Energas, la quale, nel frattempo, ha preso parte inconsapevolmente al corteo, vedendo intasarsi la propria pagina Facebook di frasi e commenti (un po’ meno pacifici e decisamente più circoscritti) dei partecipanti. Iniziative altrettanto interessanti, come la convocazione a gran voce del Sindaco in piazza, o la richiesta alla politica di esporsi attraverso atti più definiti, sono invece state accantonate, con buona pace di chi, dalle nove e trenta, attendeva un risveglio dei sensi con scariche adrenaliniche in dosi più elevate. “Se sentite di stare nel giusto, andate avanti senza alcun timore” è stato lo slogan principale della mobilitazione.
La città di Manfredonia aveva già visto espressione, seppure in forma diversa, della propria volontà di rifiuto verso quello che ritiene un abuso al territorio e lo stroncamento di alternative turistiche, paesaggistiche, persino industriali. La novità della manifestazione odierna sta nell’aver interessato una fascia di popolazione normalmente passiva (non sempre per colpe proprie), che oggi, attraverso un corteo ben organizzato, controllato e del tutto chiaro negli intenti, ha invece fatto sentire la propria voce. Nessuno dubita più, in effetti, del sentimento cittadino verso l’installazione del deposito. In ogni caso, Bartolomeo Marcianò, membro del Collettivo ‘InApnea’ e animatore/moderatore del corteo, di cui riportiamo l’intervista, ci assicura che l’evento di stamane non è che l’inizio di una protesta più generale, condotta sempre per vie lecite, con l’intenzione di giungere alle orecchie di personaggi più eminenti come il Presidente della Regione Puglia, o istituzioni più direttamente coinvolte.
Chissà se nel prossimo scambio di opinioni la politica si presenterà all’appuntamento, o seEnergas riterrà opportuno autoinvitarsi.
(A cura di Antonella Attanasio – antonellattanasio84@gmail.com)

Fonte: Statoquotidiano

Il ministro dei trasporti, graziano delrio, ha ribadito la prossima presentazione del decreto sulla riforma dei porti che riguarda il loro governo

Gaetano Falcone

Riducendo il numero attuale delle Autorità Portuali, che sono 24, il Governo ha imposto alcuni accorpamenti

Delrio ha annunciato lo scorso 30 settembre che il decreto sulle Autorità Portuali è pronto, durante l’inaugurazione del Salone Nautico di Genova e già oggi appaiono le anticipazioni sui suoi contenuti, tratte da un incontro svolto ieri dal ministro con i parlamentari del suo partito. Secondo indiscrezioni di stampa, Delrio avrebbe individuato quattordici Autorità di Sistema Portuale, ossia i nuovi enti che sostituiranno le attuali Autorità Portuali e che avranno anche competenze sulla logistica.
Riducendo il numero attuale delle Autorità Portuali, che sono 24, il Governo ha imposto alcuni accorpamenti che, secondo le indiscrezioni, sarebbero otto: Genova-Savona, Livorno-Piombino, Napoli-Salerno, Cagliari-Olbia, Palermo-Trapani, Augusta-Messina-Catania, Bari-Taranto-Brindisi-Manfredonia, La Spezia-Carrara. Altri sei scali manterrebbero un’Autorità propria: Civitavecchia, Gioia Tauro, Ancona, Ravenna, Venezia e Trieste. Ma questo schema non sarebbe ancora definitivo, perché le soluzioni per i porti pugliesi e per La Spezia e Carrara sarebbero ancora in fase di discussione.
Le nuove Autorità Sistema Portuale avranno un sistema di governo più agile dell’attuale e avranno responsabilità sui piani regolatori portuali, i piani operativi triennali, pianificazione delle infrastrutture e concessioni. Delrio ha anche annunciato nuovi provvedimenti sui dragaggi e sullo sportello unico doganale.
Fonte TrasportoEuropa

Dieci consigli regionali, sei quesiti referendari, un obiettivo: difendere i mari dalle trivelle

loizzoI quesiti sono stati depositati e “ritengo che ci siano i presupposti tecnici e giuridici per l’ammissibilità, sulla quale dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale”

Bari. Dieci Consigli regionali, sei quesiti referendari, un obiettivo: difendere i mari dalle trivelle e prima ancora dai danni certi della ricerca di giacimenti sottomarini di idrocarburi liquidi o gassosi, con la tecnica invasiva dell’airgun. Le Assemblee delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto hanno depositato oggi presso la Corte di Cassazione a Roma le deliberazioni che chiedono un referendum per l’abrogazione dell’art. 35 del Decreto “Sviluppo” e di parti dell’art 38 del Decreto “Sblocca Italia”.

La Costituzione repubblicana, all’art. 75 , prevede che la consultazione referendaria possa essere richiesta da almeno cinque Regioni, obiettivo doppiato dai Parlamenti regionali. Per il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, “ci sono le condizioni per aprire un confronto nazionale su questo tema così sentito dai territori. Non è una sfida al Governo centrale, ma una mano tesa a collaborare per difendere la bellezza, l’ambiente, l’attrattività turistica delle coste dell’Adriatico e dello Ionio, l’economia marinara, la pesca. Anche Roma avrà verificato che è giunto il momento di dare un segnale di attenzione alla straordinaria sensibilità espressa in tante regioni del Paese e che ha visto la Puglia pronunciarsi in maniera chiara e unitaria a favore del referendum abrogativo No triv”.

I quesiti sono stati depositati e “ritengo che ci siano i presupposti tecnici e giuridici per l’ammissibilità, sulla quale dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale, dopo l’esame formale da parte della Cassazione. Una volta dato via libera al referendum, riprenderà la nostra campagna per allargare la partecipazione, garantire l’informazione e diffondere la consapevolezza del rilievo di una consultazione popolare che riteniamo fondamentale per difendere i nostri mari e il nostro futuro”. Va in questo senso l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese nella seduta del 29 settembre, che prevede una campagna di sensibilizzazione da promuovere per interessare e informare i cittadini che saranno chiamati alle urne sui quesiti referendari.

Redazione Stato Quotidiano